Avs e Controcorrente: "In Sicilia la politica perde credibilità"

Avs e Controcorrente: “In Sicilia la politica perde credibilità”

La nota dei vertici regionali dei due partiti
IL CASO GALVAGNO
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PALERMO – “La chiusura delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Palermo a carico dell’assessora regionale al turismo Elvira Amata, con la formulazione di un’accusa per corruzione che con ogni probabilità porterà ad una richiesta di rinvio a giudizio,  non può non obbligarla a immediate e dovute dimissioni”. Così in una nota congiunta i segretari di Avs e Controcorrente in Sicilia: Pierpaolo Montalto (Sinistra italiana – Alleanza verdi sinistra), Ismaele La Vardera (portavoce Controcorrente e deputato regionale), Fabio Giambrone e Alessandra Minniti (co portavoce Europa verde Sicilia – Alleanza verdi sinistra).

“Ennesimo scandalo giudiziario”

“Vogliamo però ribadire che l’ennesimo scandalo giudiziario siciliano sta investendo tutta la maggioranza di governo della nostra regione e che la nostra dura e radicale critica non può essere circoscritta all’operato di un singolo assessore del governo regionale – aggiungono -. Innanzitutto perché non dobbiamo dimenticare  che al centro delle indagini della procura di Palermo, c’è il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, esponente di spicco e leader emergente del centrodestra siciliano e del partito della presidente del Consiglio, la cui portavoce, Sabrina De Capitani, che lavorava con il presidente dell’Ars dal 2022, si è peraltro già dimessa a seguito del procedimento penale in corso”.

“Gravi responsabilità”

“Ma soprattutto la nostra durissima critica politica non può essere circoscritta ad un unico capro espiatorio – ancora la nota -. Dobbiamo infatti ricordare che il sistema di gestione inaccettabile delle risorse pubbliche all’interno dell’Ars, le gravissime responsabilità politiche di Galvagno e Schifani e il livello generale di compromissione del partito della Meloni con un sistema di commistione tra interessi pubblici e privati, sono tutti elementi reali emersi dalle indagini che necessitano di una ferma  condanna politica delle gravissime responsabilità di tutto il centrodestra e di tutti i fenomeni di utilizzo a fini privati delle risorse pubbliche. Su tutto questo – continuano parlando dell’inchiesta – non ci può essere alcuna mediazione e serve la massima chiarezza anche nel campo progressista”.

“Serve una mobilitazione politica”

“Riteniamo pertanto che serva immediatamente la più ampia mobilitazione politica e sociale contro la corruzione e il malaffare che rendono la politica in Sicilia un mercato indecente e che continuano a negare qualsiasi futuro migliore alla nostra terra e alla nostra gente – dicono i vertici di Avs e Controcorrente -. Per questo nei prossimi giorni solleciteremo con forza il Partito democratico e il Movimento cinque stelle, per costruire una mobilitazione comune che metta al centro la questione morale in Sicilia con parole d’ordine più che chiare e con il coinvolgimento delle realtà sociali e del sindacato. Non solo chiedendo le dimissioni della Amata ma anche di Galvagno trattato dall’aula, purtroppo anche da un pezzo delle opposizioni con eccessiva cautela”.

“Crisi etica e politica”

“La crisi che sta vivendo la nostra regione non è infatti solo etica e valoriale, ma anche politica e sociale visto che ad essere sperperati sono i soldi pubblici che tanto servono a tutte e le cittadine e a tutti i cittadini siciliani – concludono -. Per questo il campo progressista, tutto, deve scendere in campo unito e offrire alla Sicilia la speranza in un orizzonte radicalmente e realmente diverso”.

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