CATANIA – Dalle indagini sul presidente Galvagno alla sanità, passando dalle infrastrutture. E ancora, le tensioni con i giovani alleati di Forza Italia, il ponte e il ruolo della Lega in Sicilia. L’intervista a Matteo Salvini. (Nb: è stata realizzata prima dell’incontro catanese)
Ministro, è arrivato in Sicilia per un doppio appuntamento, ma questa terra è finita al centro delle cronache nazionali per le indagini sulla presunta corruzione. Cosa ne pensa di quello che sta accadendo?
“Sono garantista e ho seguito la vicenda siciliana come quella di Milano, travolta dallo scandalo sull’urbanistica che coinvolge il Pd. Proprio in Sicilia io sono stato imputato per anni per aver difeso i confini e so cosa significhi finire nel tritacarne. Sperando si faccia chiarezza al più presto, penso alla Sicilia per quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo: il Ponte sullo Stretto, atteso da decenni, sta per partire e perfino fonti europee aprono a possibili finanziamenti di Bruxelles. Sul resto, come detto, lavorerà la magistratura”.
Lei ha detto che l’autonomia differenziata potrebbe essere un’opportunità. La Sicilia sconta delle criticità nelle classifiche nazionali disponibili per i Lea e la sanità. Cosa non ha funzionato?
“Evidentemente la Sicilia paga decenni di malgoverno, nazionale e locale: l’autonomia premia la buona amministrazione, avvicina i centri decisionali al territorio e aumenta la responsabilità dei politici. Credo che la Sicilia debba conservare tutta la sua autonomia, dandone però piena attuazione. Cosa che non è mai stata fatta”.
Ponte sullo Stretto, qual è il calendario dei prossimi mesi? Date certe?
“Dopo l’accordo di programma siglato nelle ultime ore, che conferma la credibilità del progetto e le ricadute straordinariamente positive per la Sicilia, a breve si esprimerà il Cipess e poi potranno iniziare i primi lavori. Siamo costretti a ottemperare altri passaggi burocratici ma siamo vicini al traguardo. Ne sono orgoglioso”.
In Sicilia il sistema del cemento e gli appalti sono stati, secondo le cronache, gestiti anche da lobby imprenditoriali in odore di mafia. Quali misure state mettendo in campo per il contrasto delle infiltrazioni?
“Siamo attentissimi e in pieno e continuo coordinamento con Viminale. Nelle ultime settimane abbiamo parlato di deroghe alle leggi antimafia nella direzione che volevamo rafforzare i controlli, ovviamente. Chi dice il contrario polemizza su un tema delicato che dovrebbe stare fuori dalla logica della rissa politica. Riteniamo che investire per migliorare e arricchire il territorio sia una poderosa scelta contro i clan. Ecco perché dico che il Ponte sarà una straordinaria opera antimafia”.
Parliamo di siccità. Esiste un piano per il completamento delle infrastrutture?
“Assolutamente sì. Potrei ricordare che dopo decenni di attesa abbiamo dato una spinta decisiva per la diga di Pietrarossa. Aggiungo che per l’idrico in Sicilia abbiamo investito quasi 800 milioni per 117 interventi programmati”.
Il leader dei giovani siciliani di Forza Italia, Fabrizio Tantillo, da noi intervistato, ha detto di “condividere l’attacco a Vannacci”, fatto dal leader nazionale. Che messaggio manda a questi giovani alleati?
“Gli avversari sono a sinistra, non nella coalizione. È uno dei grandi messaggi lasciati in eredità da Silvio Berlusconi. Chi avvelena i pozzi del centrodestra fa il gioco del Pd”.
Quali sono i temi della Lega per la ripartenza in Sicilia?
“Lavoro, infrastrutture, sicurezza. Abbiamo investito qualcosa come 22,3 miliardi tra porti, strade, ferrovie, idrico, case popolari, trasporto pubblico locale. Siamo garanzia di buongoverno locale e nazionale”.
Perché un siciliano dovrebbe votare Lega?
“Perché rappresentiamo una forza di buon governo, sinceramente autonomista, che in Sicilia conta 400 amministratori in aumento e che è il primo gruppo consiliare in alcune realtà come Messina.
Dai porti chiusi ai clandestini fino al Ponte sullo Stretto, abbiamo dimostrato che sappiamo passare dalle parole ai fatti”.

