PALERMO – “Non può bastare un’operazione di maquillage se il sistema di potere resta identico. Rimuovere dirigenti e assessori che si sono rivelati politicamente poco più che prestanome è l’ennesimo tentativo di Schifani di non assumersi mai fino in fondo le proprie responsabilità. È lui il capo del governo regionale che ha proceduto ad una vergognosa spartizione dei manager della sanità”.
Rimozione degli assessori, le parole dell’opposizione
Lo dichiarano in una nota congiunta Pd, M5S Avs e Controcorrente, dopo la revoca, da parte del presidente della Regione Renato Schifani, delle deleghe ai due assessori in quota Dc.
“È sotto i suoi occhi – accusano gli esponenti dell’opposizione – che gli assessorati si sono trasformati in centrali per favoritismi indecenti e i concorsi sono stati decisi a tavolino. Per questo deve andare a casa e liberare la Sicilia dalla cappa di inchieste, scandali e ruberie in cui la sua giunta l’ha fatta precipitare. È la sola possibilità per salvare questa Regione e darle un futuro”.
“Per questo, ancora con più convinzione, saremo in piazza domani alle 15 sotto la presidenza della Regione in piazza Indipendenza, a Palermo per chiedere a gran voce che Schifani e il suo governo vadano a casa subito”.
Il gruppo Dc all’Ars: “Assicurata trasparenza”
“Il gruppo parlamentare della Dc all’Ars ha appreso con grande rammarico la notizia della revoca delle deleghe assessoriali ai colleghi Nuccia Albano e Andrea Messina. Il gruppo desidera sottolineare come i due assessori, espressione diretta della Dc, abbiano sempre fornito tangibile dimostrazione di efficienza, di trasparenza amministrativa e di onestà nello svolgimento della loro attività amministrativa e non abbiano mai fatto mancare il loro sostegno all’attività del governo e del presidente della Regione, Renato Schifani”.
È quanto si legge in una nota a firma di sei deputati regionali Dc.
“Il gruppo con forza e convinzione rivendica che sin dal primo giorno del mandato, l’atteggiamento nei confronti del presidente della Regione è sempre stato improntato a grande lealtà e vicinanza, dimostrata giornalmente attraverso la presenza costante e leale in aula e in giunta su ogni provvedimento. Il gruppo è stato, in questo, sempre il primo rispetto a tutti gli altri schieramenti – prosegue la nota – Pur comprendendo le difficoltà politiche del presidente della Regione nella delicatezza del momento attuale, il rammarico aumenta nel constatare che la linea di trattamento riservata al gruppo della Dc non sia pienamente coerente poiché si ritiene questo trattamento inedito rispetto a situazioni politiche pregresse. Una decisione che, alla luce di quanto dimostrato fino ad oggi, si ritiene di non meritare”.
“Nonostante il profondo dispiacere per la decisione subita, il gruppo intende ribadire la propria posizione: siamo ancora disponibili a portare avanti l’atto di fiducia che abbiamo sottoscritto all’inizio del mandato. – conclude – Abbiamo condiviso il programma e le aspirazioni del governo nel 2022 e continueremo a non venire meno al nostro impegno, lavorando per il bene della nostra Sicilia e portando avanti le istanze proposte dal governo, sempre e solo nell’interesse superiore della comunità siciliana”.
De Luca (ScN): “Non ci basta”
“Prendiamo atto della decisione del presidente Schifani di revocare i due assessori regionali espressione della Dc di Cuffaro. Alla luce del quadro che sta emergendo, però, ci sentiamo di dover dire che a Sud chiama Nord non basta questa decisione. Mercoledì, in occasione della conferenza stampa all’Ars, diremo chiaramente cosa serve davvero”.
Lo afferma in una nota Cateno De Luca, capogruppo all’Ars di Sud chiama Nord.
Micari(Iv): “Da Schifani nessuna coerenza”
“Pur di mantenere la poltrona, il presidente Schifani continua a giocare a scaricabarile, cacciando dalla giunta i due assessori di Cuffaro, che fino a ieri coccolava quale alleato fedele”. Lo dice Fabrizio Micari, componente del direttivo di Iv Sicilia.
“Ci domandiamo con quale coerenza cacci Albano e Messina, ma tenga Sammartino, sotto processo per corruzione, e Amata, indagata anch’essa per corruzione. Come può Galvagno continuare a restare al suo posto? Noi siamo garantisti: il problema dovrebbe essere di merito, non solo il fatto che sono indagati. Basta con lo scaricabarile. È Schifani – conclude Micari – a dover andare a casa, subito”.
De Luca (M5s): “Schifani venga in Aula e poi si dimetta”
“Non so cosa di diverso Schifani si attendesse da un partito guidato da un uomo la cui storia parla in maniera fin troppo eloquente e con il quale il governo non andava nemmeno fatto. Metterlo fuori dalla giunta è pertanto il minimo che il Presidente potesse fare. Ora venga in Aula a riferire e un minuto dopo si dimetta. Eviti ai siciliani il penoso tentativo di rimettere assieme i cocci di una maggioranza in frantumi. La sua corsa è ampiamente terminata, ne prenda atto e liberi la Sicilia”.
Lo dice il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca.
Calia (Azione): “Crollato un altro pezzo del governo Schifani”
“Un altro calcinaccio viene giù, un altro pezzo di quel rudere che è ormai definitivamente diventato il Governo Schifani si stacca e rende ancora più instabile una giunta ormai prossima al crollo. La decisione, tardiva, da parte del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani di liberarsi degli ormai ex assessori alla Famiglia Nuccia Albano e agli Enti Locali Andrea Messina, a seguito delle indagini in corso nei confronti del leader della DC siciliana Totò Cuffaro, è la conferma di un modus operandi collaudato che prevede che paghino tutti, tranne chi ha scelto di riempire quelle poltrone con elementi poi soggetti a indagini e verifiche”. Lo dice il segretario regionale di Azione Antonello Calia.
“Un sistema che ha inquinato un comparto fondamentale per i cittadini come quello della Sanità, svendendolo per tornaconto personale, favori, promesse politiche”, aggiunge “La domanda che ci poniamo da tempo è: quanto in basso si deve ancora andare? – si chiede – Quale altro fondo si deve toccare prima che il presidente Schifani si prenda le proprie responsabilità politiche, liberando la Sicilia e i siciliani dal suo Governo il cui unico risultato prodotto è stato sin qui gettare ancora più ombre e vergogna sulla Sicilia e sui siciliani?”
Confimprenditori: “Schifani faccia un passo indietro”
“Arrivati a questo punto, dopo l’ennesimo scandalo che ha travolto la Giunta regionale, è necessario un passo indietro del presidente Renato Schifani. La Sicilia ha bisogno di discontinuità, non di parole nel vuoto. Oggi il presidente parla di trasparenza e correttezza istituzionale, ma queste parole suonano vuote agli occhi degli imprenditori che da mesi vivono dentro un sistema paralizzato e opaco”.
Lo dice il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando la decisione del governatore di escludere la Nuova Democrazia Cristiana dalla Giunta regionale.
“Da mesi Confimprenditori denuncia la mancanza di chiarezza sulla vicenda della Camera di Commercio di Messina, chiedendo all’assessore alle Attività Produttive Edy Tamajo un intervento pubblico, trasparente, risolutivo. – prosegue – Non abbiamo mai ricevuto risposta. Si è preferito nascondere la polvere sotto il tappeto, fingendo che tutto fosse sotto controllo mentre la fiducia delle imprese crollava giorno dopo giorno”.
“Il mondo produttivo siciliano non si merita un’amministrazione regionale che predica trasparenza e pratica l’opacità. Schifani ha fatto il suo tempo. – conclude – La Sicilia ha bisogno di aria nuova, di credibilità e di governo vero. Rassegni le dimissioni e restituisca dignità alle istituzioni e ai siciliani, perché come diceva Pertini senza moralità non si possono rappresentare le istituzioni”.

