Ricorso rigettato. La Cassazione ha stabilito che Giovanni Fontana deve restare in carcere. Lo scorso maggio il Tribunale del riesame ha accolto il ricorso della Procura di Palermo. Nonostante fosse stato condannato per mafia era tornato libero assieme al fratello Gaetano, che ne ha seguito la stessa sorte giudiziaria.
ll 14 ottobre 2024 la Corte di appello aveva ribaltato il verdetto di assoluzione emesso in primo grado. Gaetano Fontana era stato condannato a 11 anni, Giovanni a 10. Ad impugnare l’assoluzione erano stati i pubblici ministeri Giovanni Antoci e Maria Rosaria Perricone. Dopo il verdetto di secondo grado la procuratrice generale Lia Sava e il sostituto Maria Teresa Maligno avevano chiesto e ottenuto l’applicazione di una misura cautelare, ritenendo concreto il pericolo di fuga basato sul ruolo importante dei due imputati nell’associazione mafiosa.
Di diverso avviso erano stati i primi giudici del Riesame. Un secondo collegio aveva infine stabilito che i Fontana dovevano essere arrestati. Nel caso di Giovanni (la posizione del fratello non è stata ancora trattata) i supremi giudici confermano la “sussistente la pericolosità attuale di Fontana”.

