“Boss in Incognito” riparte da Castelbuono, in provincia di Palermo. L’undicesima edizione del docureality di Rai2 ha preso il via lunedì 12 gennaio. In ogni puntata il boss di un’azienda cambia identità e va a lavorare con i suoi dipendenti facendo attenzione a non farsi riconoscere. Ad aiutarlo in questa impresa, la conduttrice Elettra Lamborghini, camuffata anche lei per l’occasione.
Le telecamere di “Boss in Incognito” sono approdate a Castelbuono, comune ubicato nel cuore delle Madonie. Qui, nel 1953, la famiglia Fiasconaro è partita da un piccolo laboratorio del centro storico ed è diventata un’eccellenza dell’alta pasticceria e del made in Italy nel mondo. Il capostipite è stato Mario, ma alla fine degli Settanta anche i suoi tre figli hanno iniziato a muovere i primi passi nel laboratorio. Tra panettoni, agrumi ma soprattutto la preziosa manna, la dolcezza è di casa da più di 70 anni.

“Boss in Incognito”, la storia della famiglia Fiasconaro in tv
Protagonista della puntata è stata la 36enne Agata Fiasconaro, brand manager dell’azienda di famiglia specializzata nella produzione di panettoni e colombe di alta qualità. L’imprenditrice ha illustrato l’organigramma della Fiasconaro S.r.l.: “C’è mio papà Nicola, maestro pasticciere, i suoi fratelli Martino e Fausto, mentre io rappresento la terza generazione insieme a mio fratello Mario, pasticciere, e alle mie cugine Agata e Santina”.
“Alla base della mission della famiglia e dell’azienda Fiasconaro c’è la valorizzazione del territorio – ha spiegato – nella ricerca di materie prime più conosciute come i pistacchi, le mandorle o i canditi di arancio. Ma il nostro obiettivo è anche quello di andare alla ricerca di materie prime non molto conosciute come la manna delle Madonie, le fragoline di Sciacca e di Ribera, le nocciole di Polizzi, in modo tale da raccontare ogni singolo angolo del nostro territorio”.
Fiasconaro ha 250 collaboratori e in un solo giorno produce 20mila panettoni impiegando quattro tonnellate di farina e di canditi vari. L’azienda esporta i suoi prodotti in oltre 70 Paesi, in Europa, America, Asia e Medio Oriente. Il suo volume d’affari è pari a 34 milioni di euro annui.

Agata Fiasconaro cresciuta tra panettoni e pasticcini
A inizio puntata è intervenuto anche Nicola Fiasconaro, maestro pasticciere e padre di Agata: “Ho avuto questo dono di avere un padre pasticciere, cuoco e gran cerimoniere. Faceva la banchettistica, era una piccola star delle Madonie, lo conoscevano in tutti i paesini. Quindi noi che siamo tre fratelli abbiamo trovato la strada avviata. La mia grande fortuna è avere un figlio pasticciere, che è il mestiere più bello del mondo, e Agata che gestisce le follie dei pasticcieri e sa metterli nella strada giusta”.
“Se mio nonno fosse qui a vivere quello che Fiasconaro è diventato sarebbe una persona estremamente fiera dei suoi figli e della sua famiglia – gli ha fatto eco Agata – Sin da bambina sognavo di lavorare nell’azienda di famiglia. Sia io che mio fratello siamo cresciuti all’interno dei laboratori tra pasticcini, panettoni e bignè, ci siamo sin da subito innamorati di questo mestiere”.

Il temporary store aperto a New York
“La svolta avviene alla fine degli Ottanta – ha continuato Agata – grazie a papà che si innamora del panettone, un dolce tipico del Nord Italia, ma decide di reinterpretarlo in chiave mediterranea. Nasce così il mannetto, il primo panettone Fiasconaro con l’utilizzo della manna, una resina prodotta esclusivamente nelle Madonie dall’albero del frassino”.
“Alla fine degli anni Novanta, la nostra azienda inizia ad espandersi – ha aggiunto l’imprenditrice siciliana – Papà mi racconta del suo primo viaggio internazionale in America, porta con sé tre panettoni in valigia e inizia a farli degustare oltreoceano. Sono appena rientrata da New York dove abbiamo aperto il primo temporary store Fiasconaro. Negli anni abbiamo ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Quello più sorprendente, nel 2007, quando ci ha chiamato la Nasa per comunicarci che i nostri prodotti erano stati selezionati per andare nello spazio”.

“Boss in Incognito”, Agata Fiasconaro nei panni di un’apprendista
Agata Fiasconaro si è detta entusiasta di partecipare a “Boss in Incognito”. Per una settimana si è calata nelle vesti di una giovane apprendista di nome Anna, nata e cresciuta a Palermo ma che da qualche mese vive a Collesano con il suo compagno. Fino a qualche tempo fa, la fantomatica Anna lavorava nel bar di famiglia che però con la crisi ha chiuso i battenti.
Durante la sua esperienza in incognito, Agata Fiasconaro si è resa conto che questo lavoro non è per niente facile. “Non lo potrei fare, ho molto rispetto per chi lo fa perché molto stancante”, ha detto. Momenti di intensa commozione nel finale quando quattro dei suoi dipendenti hanno scoperto che la fantomatica Anna con cui avevano lavorato a stretto contatto era in realtà la loro boss.
I lavoratori sono stati anche premiati. Nicola ha ottenuto la promessa di un contratto a tempo indeterminato e un viaggio per tutta la sua famiglia. Un premio in denaro e un viaggio a Parigi per Angelica che finalmente potrà concedersi una fuga romantica con il marito.

L’imprenditrice: “È stata un’esperienza stravolgente”
Enrico, l’unico che aveva capito che Anna era in realtà la sua boss, è stato spedito a New York dove farà un’esperienza nel temporary store Fiasconaro aperto a Soho. Ibrahima avrà la possibilità di partecipare ad un corso di alta pasticceria Fiasconaro e, oltre ad un premio in denaro, è stato invitato da Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, squadra di cui è tifoso, ad assistere ad una partita a San Siro.
Patrizia, che ha lavorato con Elettra Lamborghini nei panni dell’apprendista Lorenza, ha ricevuto un premio in denaro e l’opportunità di fare una crociera con la sua famiglia. A fine puntata Agata Fiasconaro, che ha accettato di mettersi in gioco vincendo la sua timidezza, ha parlato di “un’esperienza stravolgente” e di “un vortice di emozioni”.

