Caporalato digitale, Venezia: "Presentata interpellanza per i lavoratori"

Caporalato digitale, Venezia: “Presentata istanza a tutela dei lavoratori”

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"L’assenza di una regolamentazione regionale e di un sistema di monitoraggio favorisce l’insinuarsi di logiche di sfruttamento"

PALERMO – “Negli ultimi anni l’economia delle piattaforme digitali (gig economy) ha visto una crescita esponenziale in Sicilia, impiegando migliaia di lavoratori, specialmente nei settori del food delivery e della logistica. Tali lavoratori, i cosiddetti rider, operano spesso in condizioni di estrema precarietà, sotto il controllo di algoritmi che determinano turni e compensi senza alcuna trasparenza o reale contrattazione. Alla luce di ciò, si stanno moltiplicando le denunce relative al cosiddetto “caporalato digitale”, pratica illegale in cui i titolari di account sulle piattaforme subaffittano il proprio profilo a terzi (spesso soggetti vulnerabili o irregolari), trattenendo una parte cospicua del compenso e privando il lavoratore finale di ogni copertura assicurativa e previdenziale”. Lo dichiara Fabio Venezia, parlamentare regionale e Vice presidente della Commissione Bilancio all’ARS.

“La Regione Siciliana – continua il deputato dem – nell’ambito delle proprie competenze in materia di lavoro e formazione professionale, ha il dovere di vigilare sulla dignità dei lavoratori e sulla regolarità del mercato occupazionale. L’assenza di una regolamentazione regionale specifica e di un sistema di monitoraggio capillare favorisce l’insinuarsi di logiche di sfruttamento che danneggiano non solo i lavoratori, ma anche l’economia legale e il tessuto sociale”.

“Altre regioni italiane – conclude Venezia – hanno già avviato percorsi legislativi o protocolli d’intesa con le parti sociali per garantire standard minimi di sicurezza, compensi dignitosi e il divieto di pratiche di subaffitto degli account. Per queste ragioni abbiamo presentato un’interpellanza parlamentare chiedendo al Governo regionale di promuovere la sottoscrizione di un “Protocollo regionale per il lavoro digitale dignitoso”, coinvolgendo i rappresentanti delle piattaforme, le organizzazioni sindacali e le prefetture, per contrastare l’illegalità e il lavoro nero e di impartire apposite direttive ai Centri per l’impiego e agli ispettorati del lavoro per intensificare i controlli specifici sulle modalità di ingaggio e prestazione dei rider nelle principali città siciliane”.


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