Corruzione, truffa e peculato: inizia il processo a Galvagno

Corruzione, truffa e peculato per l’auto blu: inizia il processo a Galvagno

Galvagno
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Sotto accusa anche un autista dell'Ars

PALERMO – L’appuntamento è per oggi, lunedì 4 maggio, alle ore 12, nell’aula della terza sezione del Tribunale di Palermo. Inizia il processo al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e all’autista Roberto Marino.

Galvagno nei mesi scorsi ha deciso di chiedere il rito immediato. Scelta che l’esponente di Fratelli d’Italia ha più volte rivendicato per sottolineare di non essere stato rinviato a giudizio. Con il rito immediato si va subito a processo, saltando l’udienza preliminare e cioè il primo step in cui un giudice terzo valuta l’impianto accusatorio della Procura.

Procura che dal canto suo è sempre stata convinta della solidità dell’impianto accusatorio. ll procuratore Maurizio de Lucia e i sostituti Andrea Fusco e Felice De Benedittis avevano chiesto il rinvio a giudizio.

“Fare chiarezza prima possibile”

“Così come anticipato in accordo con i miei avvocati – aveva detto Galvagno, assistito dagli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti – ho deciso di rinunciare all’udienza preliminare. Ho sempre detto che era mio desidero fare chiarezza prima possibile, per dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Mi affido al giudizio del Tribunale, perché credo nelle regole del dibattimento e penso che così come è stato possibile durante le indagini escludere qualsiasi mia utilità personale, così nel contraddittorio tra le parti si potrà ulteriormente accertare la mia correttezza. Non bisogna vivere il processo come un dramma – concluse – perché nel nostro sistema processuale, che conosce ancora oggi l’obbligatorietà dell’azione penale, è giusto invece presentarsi con animo sereno, perché la fiducia della giustizia si dimostra anzitutto rispettandone il ruolo”.

Le accuse

Secondo i pm, Galvagno e la sua ex portavoce Sabrina De Capitani, avrebbero piegato gli interessi pubblici a quelli privati. A spingere le scelte su chi e cosa finanziare sarebbe stato un giro di favori e tangenti, sotto forma di incarichi e consulenze assegnati, tra gli altri, a De Capitani.

Secondo l’accusa, il politico e la sua portavoce “sistematicamente sviavano e sottomettevano le proprie funzioni pubblicistiche agli interessi privatistici degli imprenditori coinvolti”.

Sotto accusa i finanziamenti (votati dall’Ars o direttamente concessi da Galvagno in qualità di presidente del parlamento siciliano e della Fondazione Federico II): 198.000 per “Un magico Natale” edizioni 2023 e 2024 organizzati dalla Fondazione Dragotto, un “apericena” da 10 mila euro offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione dell’iniziativa culturale “Donne, economia e potere” organizzato dalla Fondazione Bellisario, 27 mila euro alla Fondazione Dragotto per organizzare “Sicilia per le donne” nel 2023 (una parte stanziata dall’Ars e un’altra dalla Federico II).

Il peculato per l’auto blu

A Galvagno e all’ex autista Marino, difeso dall’avvocato Salvatore Sansone, i pm contestano il reato di peculato per l’uso dell’auto di servizio, un’Audi 6, che sarebbe stata per 60 volte a disposizione del presidente, dell’autista, della segreteria e dell’ufficio di gabinetto per scopi personali (dai passaggi per amici e parenti al rito di cibo e fiori).

Infine, Marino e Galvagno rispondono di truffa e falso: l’ex autista, con uno stipendio da 10 mila euro al mese, avrebbe dichiarato decine di missioni mai fatte e vidimate da Galvagno, intascando circa 19mila euro per rimborsi spese e diarie.

Mercoledì 6 maggio, davanti ad un altro giudice per l’udienza preliminare, è fissato il processo che vede imputati De Capitani, l’imprenditrice Caterina Cannariato (condannata il 20 aprile scorso per corruzione nel processo in cui è stata rinviata a giudizio l’assessora Elvira Amata, pure lei di Fratelli d’Italia), la dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e il manager della comunicazione Alessandro Alessi.

C’è in corso lo scontro fra accusa e difesa per l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche.

Oggi Galvagno non dovrebbe essere presente in aula all’udienza in cui avverrà ci sarà la costituzione delle parti.


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