PALERMO – “Le amministrative e i ballottaggi consegnano un dato chiaro: Sud Chiama Nord non è più un fenomeno locale o messinese, ma una realtà radicata in tutta l’Isola. Il centrodestra registra una pesante battuta d’arresto e il centrosinistra continua a non esprimere una proposta autonoma e credibile di governo”.
Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa all’Ars, il leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, commentando i risultati delle elezioni amministrative e i dati emersi dal più recente sondaggio SWG.
“Nei 17 Comuni al voto con il sistema proporzionale – ha spiegato De Luca – prima amministravamo soltanto Messina, pari al 30% della popolazione interessata. Oggi guidiamo anche Barcellona Pozzo di Gotto, salendo al 36%. Il centrodestra crolla da 11 a 7 Comuni, perdendo metà della popolazione amministrata. Il centrosinistra cresce nel numero dei Comuni, ma il dato reale restituisce una Sicilia ormai divisa in tre poli sostanzialmente equivalenti”.
Il sindaco di Taormina ha poi richiamato i dati del sondaggio SWG del 5 giugno. “Il sondaggio conferma la solidità del nostro progetto: Sud Chiama Nord è accreditata del 12% a livello regionale, mantenendo il consenso del 2022 nonostante abbandoni e tradimenti”, ha affermato.
Secondo De Luca, il centrodestra sarebbe sceso al 45,5%, mentre il centrosinistra si attesterebbe al 40%. “I siciliani mi individuano come il candidato più efficace per la Presidenza della Regione. Il mio consenso personale è al 20%, con un potenziale di crescita stimato da SWG fino al 31%, traguardo che puntiamo a raggiungere entro l’anno grazie al radicamento nelle aree di Palermo e Catania”, ha concluso.

