European Technology Ethics, la sfida dell'innovazione responsabile

European Technology Ethics, la sfida dell’innovazione responsabile

European Technology Ethics
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Una rivoluzione che parte dalla Sicilia
L'INIZIATIVA
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2 min di lettura

PALERMO – Dalla Sicilia parte il futuro etico dell’Europa tecnologica. È con questa forte spinta all’azione che nasce European Technology Ethics (E.T.E.), l’organizzazione che si propone quale punto di riferimento europeo per un’innovazione responsabile, umana e sovrana.

Tra gli obiettivi, quello di restituire centralità e sovranità alla persona attraverso tecnologie libere. Attraverso ricerca applicata, consulenza strategica, formazione specialistica e dialogo tra accademici, imprese, istituzioni e società civile, E.T.E. accompagna organizzazioni e cittadini nella transizione verso un digitale più trasparente, inclusivo e umano. Grazie all’intervento di fondi di investimento la Società si propone di generare in un triennio investimenti per 6,5 milioni di euro.

In un’epoca in cui social media, intelligenza artificiale e algoritmi modellano pensieri, opinioni e relazioni, European Technology Ethics (E.T.E.) si presenta come risposta europea coraggiosa e necessaria: non solo critica al sistema attuale ma architettura concreta di un’alternativa.

Fondata in Sicilia, E.T.E. nasce con una missione ambiziosa: restituire alla tecnologia il suo ruolo di estensione consapevole dell’essere umano, invece che strumento di manipolazione e controllo. Creare un nuovo ecosistema digitale dove ogni interazione sia autentica, trasparente e rispettosa della dignità umana.

“Esprimo la mia soddisfazione per il fatto che questo progetto parta dall’Italia e dalla Sicilia – dice Ugo Piazza, presidente di European Technology Ethics – L’innovazione non può essere misurata solo in termini di performance tecniche o profitti. Ogni tecnologia genera impatto sociale, culturale ed etico che dobbiamo governare con responsabilità. I social attuali hanno uno scopo egemonico: controllare e influenzare le masse. I tempi sono maturi per un’alternativa vera”.

E.T.E. non si limita a fare consulenza etica. Lavora per costruire un modello europeo di innovazione fondato su quattro pilastri fondamentali: Neural Sovereignty, la difesa dell’integrità cognitiva e dell’autenticità del pensiero; Cognitive Resilience, protezione dell’opinione pubblica europea dalle manipolazioni algoritmiche; Data Sovereignty, un’identità dinamica, relazionale e viva, non più ridotta a dati statici da sfruttare; Cognitive Infrastructure of Democracy, piattaforme e identità certificate per un dibattito pubblico autentico e autogenerativo.

European Technology Ethics non costruisce solo tecnologie: difende l’essenza dell’esperienza umana nell’era digitale. Adottare il suo manifesto non significa finanziare l’ennesima startup tech, significa partecipare alla difesa della libertà di pensiero, della sovranità cognitiva e di un futuro digitale degno dell’Europa. È possibile aderire al manifesto etico, disponibile sul sito https://www.europeantechnologyethics.com/. L’adesione è totalmente anonima e senza incameramento in banche dati.

Tra i soci fondatori: Ugo Piazza, giornalista, saggista, esperto Social Media Strategy: Creating Engagement, Insight, and Action; Salvatore Tomaselli, professore di Economia Aziendale, Family Business Strategy and Governance, e Sistemi di Pianificazione e Controllo; Egidio Guttadauro, senior Transaction Execution – Commercial & Investment Bank – Leveraged Finance – Syndicated Loan · JPMorgan Chase & Co. (Regno Unito); Ludovica Tomaselli, Web & graphic Designer (Svezia); Eugenio Iorio, professore di Social media analysis e co-direttore UniSOB Media Lab (Napoli).

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