PALERMO – Solisti, battitori liberi ma destinati a condizionare le squadre nelle quali dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) giocare. Così vicini un tempo, poi lontani e ora uniti da un destino comune: Cateno De Luca e Ismaele La Vardera sono le mine vaganti che agitano le notti del centrodestra e del centrosinistra.
Il sindaco di Taormina dice di non avere interrotto il dialogo con nessuno dei due schieramenti ma le mosse delle ultime settimane di fatto lo pongono al di là del perimetro del cosiddetto campo largo. Gli estimatori del leader Scn non mancano nell’area progressista e la stima in alcuni casi è ricambiata, come con il parlamentare ragusano del Pd Nello Dipasquale, indicato come possibile assessore in un ipotetico governo De Luca. Ad oggi, però, appare improbabile che ‘Scateno’ possa accomodarsi al tavolo del centrosinistra insediatosi pochi giorni fa al Centro Pio La Torre di Palermo.
Cateno De Luca punta su Palermo
De Luca ha avviato la sua campagna su Palermo, città che andrà al voto nel 2027. L’ex assessore comunale della giunta Lagalla e i consiglieri Puma e Di Maggio sono gli ultimi arrivi in una compagine che ha catturato anche le simpatie dell’ex presidente della Sas Mauro Pantò e dell’ex deputato nazionale Mpa Sandro Oliveri.

“Lagalla? Massimo rispetto, ma andiamo oltre”, ha affermato De Luca che punta ad intercettare il consenso di quell’elettorato di centrodestra scontento del governo dell’ex rettore. Sul piano regionale, intanto, il sindaco di Taormina non smette di tessere la sua tela giocando di sponda con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e tornando a ripetere il suo slogan del ‘sindaco di Sicilia’.
Cateno De Luca e il centrodestra
Sul piano politico Sud chiama nord è tornata a pungere il governo regionale su diversi fronti, chiedendo e ottenendo che il presidente della Regione, Renato Schifani, relazioni all’Ars sullo stato di attuazione del programma di governo. Schifani arriverà in aula il 21 luglio e sarà l’occasione per fare un check dei rapporti tra l’Esecutivo e la maggioranza. De Luca, intanto, è passato all’incasso e in un mix di incontri (o “sedute spiritiche” come ama chiamarle il leader Scn) continua a giocare la sua partita solitaria ottenendo maggiore visibilità per il suo movimento e non lesinando critiche ai possibili alleati del futuro.
Ismaele La Vardera e il campo progressista
Film che si ripete anche nel campo progressista, alle prese con le aspirazioni del golden boy del momento: La Vardera. L’ingaggio dei due ex M5s Carlo Gilistro e Jose Marano, che con l’ex FI Alessandro De Leo hanno dato vita al gruppo parlamentare di Controcorrente all’Ars, è soltanto l’ultima delle sportellate che lo scalpitante La Vardera ha riservato agli alleati.
La Vardera: “Non sono il Vannacci del centrosinistra”
Di contro, la ex Iena lamenta di essere “mal sopportato” e quasi temuto dalla compagnia del campo progressista. “Ma io non sono il Vannacci del centrosinistra – ha spiegato -, non voglio essere ‘controllato’ dagli alleati, voglio vincere con loro”. E ‘vittoria’, nel gergo lavarderiano, significa “Ismaele candidato presidente”, come recita la denominazione ufficiale del gruppo parlamentare all’Ars.

Ismaele La Vardera e le liturgie del centrosinistra
La Vardera non ha nascosto poi le sue insofferenze verso il metodo che in casa centrosinistra si va delineando: riunioni, confronto con il territorio, costruzione del programma e, soltanto alla fine, individuazione del candidato governatore. Una liturgia che il leader di Controcorrente bolla come “inutile tatticismo”, rilanciando: “Vediamoci e decidiamo tutto entro settembre perché io voglio restare in questa coalizione e vincere”. Bastone e carota, quindi, verso gli alleati ai quali La Vardera dà tempo fino alla fine dell’estate per decidere. “Sono disponibile a dialogare, ma non per molto”.
Facile quindi prevedere che l’estate trascorrerà così, tra diktat e prese di posizione da parte dei due solisti della politica siciliana, con un occhio ai sondaggi che irrobustiscono le aspettative di chi si pone fuori dalla massa. De Luca e La Vardera, così distanti e così uguali: lo hanno capito e interpreteranno il ruolo fino in fondo, coscienti di avere bisogno del centrodestra e del centrosinistra per distinguersi e capitalizzare al massimo la propria diversità.

