PALERMO – Si indaga sul mandamento mafioso di Brancaccio e saltano fuori legami con quelli di San Lorenzo e Porta Nuova. Intrecci che in alcuni casi vanno ancora decifrati.
Un personaggio da tenere d’occhio
Antonino Marino è uno dei nomi coinvolti nel blitz di fine giugno. Precedenti penali per mafia e droga, fratello di due boss di primo piano, impiegato per un periodo nella mensa universitaria in viale delle Scienze: Marino è un personaggio da tenere d’occhio per la sua trasversalità.
Imparentato con il boss di Brancaccio
A pesare è anche il fatto di essere genero di Maria Sacco, sorella del capomafia Nino, tornato a comandare a Brancaccio dopo la scarcerazione del 2024 e arrestato di nuovo lo scorso aprile. Anche Marino era tornato libero, nonostante una condanna a 7 anni, a causa del tortuoso percorso del processo segnato dalla scadenza dei termini di carcerazione.
Era libero da dicembre 2022, ma il suo attivismo coincide con l’omicidio di Giancarlo Romano, il boss emergente di Brancaccio assassinato a febbraio 2024 nella “guerra” per la gestione del pannello delle scommesse clandestine.
La riorganizzazione dopo l’omicidio
Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Marino sarebbe stato coinvolto nella fase di riorganizzazione come referente del traffico di droga e del gioco illegale. Si è fatto notare tanto da guadagnarsi un ruolo di primo piano nel momento in cui è stato scarcerato Nino Sacco che, per non dare troppo nell’occhio, si era affidato al nipote Carmelo.
Storicamente Sacco si è contrapposto ai Lo Nigro, altra famiglia della mafia che conta in corso dei Mille. Fedele ai Lo Nigro sono stati i Marino, ma ad un certo punto Antonino avrebbe deciso di allearsi con Sacco: “…quello Tonino vuole passare dall’altra parte con lui con Nino Sacco… Franco Salerno è passato pure con loro…”.
Il cartello della droga
E la trasversalità? Il capomafia di San Lorenzo, Nunzio Serio, pure lui tornato in carcere, aveva una linea telefonica riservata. Era stata creata una chat della droga per gestire il cartello fra più mandamenti. La gestiva Francesco Stagno, braccio destro di Serio, ed era stato inserito anche “quello… Tonino”.
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C’è un incontro del luglio 2024 fra Marino e Biagio Serenella, arrestato nel 2013 nel blitz “Alexander” (dal nome del boss di Porta Nuova, Alessandro D’Ambrogio) e scarcerato nel 2023. Marino lo invitava ad essere puntuale. Per cosa?
Probabilmente parlavano dei soldi destinati ai detenuti e di un accordo che Marino aveva preso in precedenza con il fratello di Biagio, Antonino Seranella, che fu arrestato e condannato assieme a D’Ambrogio di cui era il braccio destro. A marzo scorso è stato assolto e subito scarcerato in un altro processo. Intrecci da decifrare fra Brancaccio, San Lorenzo e Porta Nuova




