CATANIA – Nei primi sei mesi dell’anno la sola Polizia di Stato ha sequestrato a Catania 160 chilogrammi di cocaina, una quantità pari a quella recuperata nell’intero 2025. È il dato evidenziato dal presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, al termine di un incontro in Prefettura con i vertici delle forze dell’ordine dedicato alla recrudescenza della criminalità nel capoluogo etneo.
La Commissione Antimafia Ars a Catania
Secondo Cracolici, in città è in corso un’escalation riconducibile alla competizione tra gruppi criminali per il controllo del traffico di droga. “Ci è stato riferito che a Catania ci sono fenomeni di manovra criminale che cerca di affermare a colpi di pistola la propria ragione contro altri gruppi di criminali”, ha dichiarato. “È evidente che c’è un’escalation soprattutto da parte di chi aspira a diventare mafioso e a entrare nelle famiglie che controllano il principale traffico illecito della città, quello della droga”.
Il presidente della Commissione Antimafia ha sottolineato come la provincia di Catania rappresenti uno dei principali fronti nella lotta al narcotraffico. Il dato dei sequestri, ha osservato, lascia immaginare un volume di stupefacenti molto più elevato effettivamente immesso sul mercato illegale.
Cracolici ha infine richiamato l’attenzione sulla diffusione del crack, definendolo una delle sostanze più devastanti per le conseguenze sanitarie e sociali che provoca.
Le ingenti risorse che girano attorno al traffico della droga, inevitabilmente, hanno bisogno poi di essere riciclate nei settori delle cosiddette economie pulite che rischiano di essere fortemente inquinato”. Lo ha detto, a Catania, il presidente della commissione antimafia all’Ars Antonello Cracolici parlando con i giornalisti in prefettura al termine dell’incontro tra la commissione e i vertici dell’ordine pubblico sulla recrudescenza della criminalità nel capoluogo etneo.
Cracolici: “La mafia c’è”
“L’emergenza da affrontare è che intanto la mafia c’è – ha aggiunto – e non è vero che non è più un’ emergenza, perché tutto sommato non spara più”. “Purtroppo invece – ha infine evidenziato Cracolici – quella si sta dimostrando una strada molto pericolosa perché la mafia ei mafiosi tendono in qualche modo a rinnovarsi, a riciclarsi, ad attrarre nuove generazioni e noi abbiamo il dovere – ha concluso – alzare di il livello di attenzione per avere strumenti sempre più innovativi di contrasto e strumenti che possono in qualche modo mettere in discussione l’egemonia anche culturale”.
“Il piu’ delle volte, per indagini delicatissime per fatti di mafia, dal momento in cui viene fatto l’ordinanza da parte della procura della Repubblica per emettere misure cautelari al momento in cui i gip si pronunciano passa a volte anche più di un anno Quindi c’e’ gente che avendo commesso reati, circola liberamente per le nostre città” ha dichiarato Cracolici.
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“C’è un problema di funzionalità della giustizia”
“C’è un problema di funzionalità della giustizia – ha aggiunto – e quindi è un tema che poniamo al ministero perchè’ anche con le riforme che si sono annunciate tra cui quella del gip collettivo che dovrà’ giudicare gli atti dei procuratori rischiando di essere il colpo mortale per il funzionamento della giustizia. Una cosa deve essere chiara, va garantita la certezza della pena perché è un tema che riguarda la societa’”.
“La Commissione antimafia – ha concluso – è impegnata per sostenere e aiutare i Comuni, la scuola, fare in modo di essere un luogo effettivo di contrasto al degrado sociale che purtroppo a Catania, come nel resto della Sicilia è’ presente soprattutto in alcuni quartieri difficili, ma tutto questo non può’ far venire meno l’azione repressiva”.




