Porta Nuova, Noce e Cruillas: mafia, 15 condanne a Palermo

Porta Nuova, Noce e Cruillas: mafia, 15 condanne. Assolto il “pilastro”

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Furono coinvolti nel blitz dei 181

PALERMO – Quindici imputati condannati e un solo assolto. Si chiude davanti al giudice per l’udienza preliminare Emanuele Bencivinni il processo alle famiglie mafiose di Porta Nuova, Noce e Cruillas. Si tratta di una tranche nata dal blitz dei 181 dell’anno scorso.

Molti nomi sono già noti alle cronache. Tutta gente di nuovo arrestata dopo avere finito di scontare la pena. Come i boss di Porta Nuova Tommaso Lo Presti e Giuseppe Auteri.

Dello stesso mandamento fa parte Giuseppe Di Giovanni, uno dei pochi a piede libero per scadenza dei termini di custodia cautelare. È l’unico assolto. Difeso dall’avvocato Rosanna Vella, è fratello dei capimafia Tommaso e Gregorio. In un altro processo è stato condannato a vent’anni assieme a Giuseppe Auteri. Gli stessi affiliati del mandamento di Porta Nuova lo definivano un “pilastro”.

In carcere c’era finito nel 2008 anche Pietro Tumminia, che avrebbe preso in mano il potere nella famiglia mafiosa di Altarello, mandamento della Noce. Una volta libero Tumminia avrebbe voluto al suo fianco Daniele Formisano e Paolo Castelluccio. Guglielmo Ficarra, invece, avrebbe gestito il potere ad Altarello.

Molti degli imputati sono coinvolti anche in altri processi che nascono sempre dal maxi blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo. Più di venti le persone offese. Sono negozianti e imprenditori vittima del racket.

L’inchiesta e il processo si è arricchita con le denunce chi ha detto no al pizzo. In due casi altrettanti costruttori, assistititi dagli avvocati Salvatore Forello e Valerio D’Antoni della Federazione antiracket e dello Sportello di solidarietà, convocati per alcune estorsioni hanno denunciato di averne subito altre sconosciute agli investigatori.

Si sono costituiti parte civile davanti al giudice per l’udienza preliminare, tra gli altri, anche il Comune di Palermo, il Centro Pio La Torre (avvocati Francesco Cutraro ed Ettore Barcellona).

Questi gli imputati e le pene scontate di un terzo così come previsto dal rito abbreviato: Alfonso Di Cara 17 anni, otto mesi e 20 giorni, Maurizio La Rosa 10 anni, Benedetto Napoli 4 anni e due mesi, Daniele Formisano 12 anni, dieci mesi e 20 giorni, Felisiano Tognetti 4 anni, cinque mesi e 10 giorni, Pietro Tumminia 6 anni, due mesi e 20 giorni, Salvatore D’Amico 9 anni e 11 mesi, Pietro Cusimano 6 anni e 7 mesi, Paolo Castelluccio 6 anni e 7 mesi, Carmelo Flores 4 anni, quattro mesi e 20 giorni, Giuseppe Auteri 6 anni e 7 mesi, Tommaso Lo Presti 4 anni e quattro mesi, Giuseppe Giunta 4 anni, quattro mesi e 20 giorni, Benedetto Di Cara 8 anni e 7 mesi, Guglielmo Ficarra 9 anni e 7 mesi.

Risarcimento per le parti civili: Comune di Palermo, Fai Federazione antiracket, Centro studi Pio La Torre, Sportello per la legalità, Solidaria, Sos Impresa, Confesercenti, Confcommercio, Associazione Quarto Savona quindici.

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“Oggi a Palermo, da Brancaccio alla Noce e sino a San Lorenzo, si ha la possibilità di fare la scelta giusta: scegliere la legalità, la responsabilità e la collaborazione – spiegano dallo Sportello di solidarietà -. Questo processo dove abbiamo seguito le persone offese lo dimostra. Pertanto, rinnoviamo il nostro impegno a tutelare i cittadini e le imprese, promuovendo una rete di collaborazione fondata sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla sicurezza. Insieme oggi è possibile denunciare e collaborare in sicurezza”.

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