Come ha raccontato il nostro Salvo Cataldo, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, non è certo rimasto contento del ‘cantiere di idee’ lanciato dall’onorevole meloniana, Carolina Varchi. Né avrebbe potuto essere diversamente, visto che ha tutta l’aria dell’anticipo di una candidatura, mentre Lagalla punta al bis.
Questa è la prima impressione: che la mossa di Varchi sia un’ipoteca sulla sindacatura che ha spiazzato perfino il corpo locale di Fratelli d’Italia. Ma la situazione è un po’ più complessa e chiama in causa la partita doppia – la vera sfida – che si gioca tra Palermo e Roma, dietro le quinte del centrodestra.
La doppia sfida
C’è una biforcazione di cui tenere conto. Una strada che porta a Palazzo delle Aquile, collegata a quella che conduce a Palazzo d’Orleans. La questione romana, tra Forza Italia, e Fratelli d’Italia, verte sul ‘chi andrà dove’, per semplificare.
Se Forza Italia avrà in dote la Regione, allora i nomi in campo sono i soliti: il presidente Renato Schifani che punta al secondo mandato, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, tenendo d’occhio l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.
Strategie e riconferme
Se toccasse a Fratelli d’Italia, che non rinuncerà facilmente all’obiettivo, specialmente se l’attuale governatore non fosse ricandidato? Allora, il nome dell’onorevole Carolina Varchi potrebbe transitare all’incastro con vista sulla Regione. Si fanno anche altri nomi: l’assessore Alessandro Aricò, il ministro Nello Musumeci e l’europarlamentare Ruggero Razza.
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L’orizzonte di Palermo appare, perciò, tutt’altro che definito. La riconferma di Roberto Lagalla, che sta incassando crediti importanti, come il sostegno del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, aprirebbe le porte ad altri tipi di compensazioni. Oppure, si andrà avanti con la biforcazione tra Palazzo d’Orleans e Palazzo delle Aquile. Intanto, il ‘cantiere’ può essere, oltre le strategie, un modo per discutere, da palermitani, di Palermo.
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