AGRIGENTO – Maddalusa, quartiere balneare di Agrigento, parzialmente abusivo, è da 103 giorni senz’acqua. I rubinetti sono rimasti a secco quando è cessato, lo scorso 9 maggio, lo stato d’emergenza idrica in Sicilia proclamato nel 2024.
Da allora gli abitanti delle case abusive e insanabili, perché realizzate 40 anni fa nella zona “A” del Parco archeologico Valle dei Templi, area a inedificabilità assoluta, non hanno più potuto usufruire del servizio di autobotti.
Le case non in regola dal punto di vista urbanistico non possono fare un contratto con l’ente gestore del servizio e, senza un contratto, non possono ricevere il servizio sostitutivo.
Secondo il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, che ha citato i dati forniti dall’assessore regionale, gli immobili abusivi sono in tutto 364. “Non si può parlare di migliaia di persone senza acqua – ha detto il capo dei pm -, anche ammesso che ci siano famiglie di 6 persone, non arriveremo mai a quelle cifre”.
Anche questa notte, così come avviene ormai da oltre tre mesi, il viavai dalla fontana pubblica Bonamorone non si è fermato: le famiglie riempiono i bidoni.
A Ferragosto, alla fontana c’erano una cinquantina di persone in fila sotto il sole, con il ventaglio in una mano e il bidone nell’altra, in attesa del proprio turno.
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La rabbia dei residenti è esplosa: “Ho visto reportage su Gaza… siamo noi i veri Gaza”, ha urlato un’agrigentina, reclamando “il bene essenziale dell’acqua”.
“Un conto è la parte giuridica, un altro quella umana – ha detto una mamma, in fila a Bonamorone -. Intanto dateci l’acqua, che è un bene essenziale. Il resto poi si risolverà, se ci dovete demolire… demolite!”.




