Imam di Catania: "Il gesto di Trantino ha un valore spirituale

Imam di Catania: “Il gesto di Trantino ha un profondo valore spirituale”

Imam Catania, Keith
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Kheit sul bacio del sindaco al cranio di Sant'Agata: "La fede appartiene alla coscienza"
IL DIBATTITO
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CATANIA – “Da credente musulmano, considero il gesto del primo cittadino non solo comprensibile, ma di profondo valore umano e spirituale. La fede non è un abito che si indossa al mattino e si toglie quando si entra in un ufficio pubblico: appartiene all’essenza stessa dell’individuo, alla sua coscienza e al suo rapporto con il Creatore”. Lo ha detto l’Imam di Catania Abdelhafid Kheit che, non appena rientrato da un periodo di vacanze nel suo Paese d’origine, l’Algeria, ha appreso la notizia del bacio del sindaco del capoluogo etneo Enrico Trantino al cranio di Sant’Agata.

“Nel nostro percorso spirituale impariamo che la sincerità d’animo (Ikhlas) e la devozione – ha aggiunto – sono pilastri fondamentali della vita di ogni persona. Ridurre il ruolo di un amministratore a quello di una pura funzione burocratica, privandolo della possibilità di esprimere la propria spiritualità o le proprie radici culturali – ha osservato l’Imam – significherebbe chiedergli di essere falso con se stesso. Un politico che riconosce e rispetta il proprio credo dimostra un’interiorità che, se guidata da senso di giustizia e rettitudine, può solo beneficiare la comunità che serve”.

“Questo gesto – ha evidenziato Abdelhafid Kheit – ha un significato che va oltre la singola appartenenza confessionale, ovvero, riconoscere che le decisioni e l’impegno di un leader possono essere alimentati da valori morali e spirituali elevati”.

Per l’Imam, che è pure presidente della Comunità islamica siciliana, “un amministratore trasparente riguardo ai propri valori ispira maggiore fiducia rispetto a chi nasconde le proprie convinzioni per puro calcolo di opportunità. Il vero secolarismo – ha specificato – non consiste nel soffocare o cancellare la religione dalla sfera pubblica, ma nel garantire che ogni fede possa esprimersi con rispetto e senza discriminazioni”.

“Oggi più che mai – ha concluso – la politica ha bisogno di etica, empatia e senso di responsabilità verso il bene comune. Se il ricordo di Dio o l’adesione ai valori della propria tradizione aiutano un rappresentante delle istituzioni ad agire con maggiore trasparenza, umiltà e dedizione verso i cittadini, questo non può che essere un bene per tutta la collettività”.


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