"Basta divisioni, unità", a Troina appello del popolo del campo largo

Pd, M5s e La Vardera: prove di dialogo. Il popolo del campo largo chiede unità

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Dibattito a Troina per la Festa dei dem con Venezia, Marino e Di Paola
VERSO LE REGIONALI
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TROINA (ENNA) – “Il campo largo deve stare unito, altrimenti non venite più a chiedere il nostro sostegno”. Troina, esterno notte, il dibattito in piazza Falcone e Borsellino si è appena concluso, una donna si avvicina a Fabio Venezia, Nuccio Di Paola e Ismaele La Vardera: “Basta divisioni, ne abbiamo viste troppe negli anni”.

La Festa dell’Unità a Troina

L’unità del campo largo è stata il leitmotiv di tutta la Festa dell’Unità organizzata dal circolo dem ‘Vittorio Fiore’. Qui è ancora vivo il ricordo del centrosinistra in ordine sparso alle Regionali 2022. In questo lembo di Sicilia il Partito democratico ha una delle sue roccaforti. Alle ultime Regionali in provincia di Enna la lista dei dem raggiunse il 24%.

Onori e oneri: a sfidare l’aria frizzante della sera sono in tanti. Una platea attenta, che coglie ogni dettaglio. Da queste parti la militanza non è uno slogan e la Festa dell’Unità è un appuntamento fisso che serve per tirare una linea su quanto fatto e fissare nuovi traguardi. Abbracci e pacche sulle spalle si accompagnano a raccomandazioni, consigli, precisazioni e sottolineature. Destinatari Venezia, simbolo del Pd a Troina, due volte sindaco e da quattro anni deputato all’Ars, la deputata dem alla Camera Stefania Marino, vicesindaca di Enna, Di Paola (coordinatore M5s Sicilia) e La Vardera (leader di Controcorrente).

La Festa dell’Unità a Troina

‘Costruire l’alternativa per governare la Sicilia’ è il tema del dibattito. Sulla seconda parte nessuno ha dubbi, il problema sta nella prima. L’unità del campo largo c’è negli intenti e nelle buone volontà, ma la serata di Troina non restituisce soltanto l’immagine (comprensibile) di un cantiere ancora aperto: manca ancora il ‘capocantiere’.

Di Paola e La Vardera sono gli unici due nomi ufficialmente in campo, mentre il Pd attende ancora la risoluzione delle controversie interne per potere formulare la propria proposta agli alleati. “Sono convinta che presto nascerà una cabina di regia regionale che metterà ordine nel partito e arriverà anche la nostra proposta”, assicura Marino.

La Vardera: “Resto candidato”

La Vardera tira dritto. “Resto candidato alla presidenza della Regione. Ho sempre detto che davanti ad un nome di alto profilo, come Nino Di Matteo, ritirerei la mia candidatura ma quelli che circolano al momento, con tutto il rispetto, non mi sembrano tali da potere giustificare un mio passo indietro”. Con Di Paola, Venezia e Marino c’è reciproca stima ma ciascuno resta sulle sue posizioni e nel dibattito le punture di spillo non mancano.

Di Paola: “No al nome ‘esterno’ per la coalizione”

Di Paola boccia l’idea di un nome esterno di alto profilo per il campo largo: “Voglio vincere e poter lavorare con chi conosco, con i compagni di viaggio che assieme a me hanno rappresentato l’opposizione in questi anni. Figure di ‘alto profilo’ ne abbiamo tante, non credo ci sia bisogno di un esterno. Il M5s continua a lavorare per evitare spaccature nel campo largo”. Il coordinatore regionale M5s da tempo spinge per un accordo tra i partiti del campo largo che possa anche bypassare le primarie.

Venezia rilancia e primarie

Venezia non nasconde le difficoltà attraversate dal Pd e intravede nelle primarie lo strumento principe per risolvere la questione del candidato governatore. “Da queste parti le abbiamo sempre fatte, anche per le Amministrative. Sono uno strumento utile, capace di coinvolgere il nostro popolo e innescare processi virtuosi. Il Pd deve dire la sua al più presto e non deve avere paura di consultare la base”.

Il capitolo delle idee per il programma del campo largo

C’è poi il capitolo del programma. Venezia lancia l’idea di un ‘Reddito di contadinanza’: “Un sostegno a quei giovani che decidono di non abbandonare le loro terre e di portare avanti l’agricoltura nonostante un contesto internazionale difficile. Sarebbe una mossa importante contro lo spopolamento delle aree interne”.

Di Paola batte sul tema della sanità. “Sono passati più di dieci anni dall’ultima riforma. Tra liste d’attesa e inefficienze, la sanità siciliana non funziona. C’è bisogno di una svolta, partendo ad esempio dalle modalità con cui si svolgono i concorsi. Non capisco perché non si possa fare una selezione a livello regionale, invece di tanti piccoli bandi indetti dalle aziende sanitarie”. Marino aggiunge: “La politica deve restare fuori dalle nomine della sanità”.

La Vardera annuncia l’idea di una proposta di legge che metta ordine sul tema dei contributi regionali ai Comuni, come già aveva proposto il M5s con Adriano Varrica. Un’intuizione sulle orme di quanto era stato teorizzato dal presidente della Regione Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia. “Basta con la divisione tra chi ha la fortuna di avere un deputato all’Ars e chi no. I contributi giungano a tutti i 391 comuni siciliani in misura proporzionale alla grandezza”.

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Proposte di una sera di fine estate che trovano il favore reciproco dei presenti al dibattito. Alla fine la foto di gruppo è fatta di sorrisi e abbracci, ma sullo sfondo resta il monito che arriva dalla pancia del centrosinistra: “Sui temi ci siamo ma dovete restare uniti”.

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