Caso Agrigento in Controcorrente, La Vardera espelle Crosta

Controcorrente e il caso Agrigento, Crosta “fuori” dal movimento

La Vardera Crosta e Sodano
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Critiche al sindaco Sodano: "Torna in te..."

AGRIGENTO – Il caso Giovanni Crosta ad Agrigento ha un primo epilogo. Ismaele La Vardera, fondatore di Controcorrente, ha messo alla porta del movimento il vice sindaco finito al centro di un caso politico per l’immobile ereditato dal padre in contrada Zingarello e sul quale pende una richiesta di sanatoria. Per La Vardera Crosta ha “dimostrato di non essere per nulla ‘controcorrente'” e quindi “per me – annuncia rivolgendosi al diretto interessato – sei fuori dal partito“.

La Vardera contro Crosta

In un video social di circa dieci minuti, La Vardera ricostruisce le ultime 72 ore trascorse tra Agrigento e Palermo, con le richieste di chiarimento avanzate al vice sindaco con delega alla Legalità, con tanto di pec inviate “alle quali – sottolinea La Vardera – dopo cinque giorni non ha ancora risposto”. Il caso, però, ha provocato una frattura profonda tra la ex Iena e il giovane sindaco Michele Sodano, che si è schierato a difesa di Crosta.

La Vardera a Sodano: “Michele torna in te…”

La Vardera si rivolge anche a Sodano: “Michele torna in te, dentro il tuo cuore tu sai cosa è giusto. I palazzi del potere possono ubriacare ma poi sappiamo quali sono le scelte giuste da fare. Puoi dimostrare il tuo coraggio e la tua coerenza, non possiamo girarci dall’altra parte”. Poi Il benservito a Crosta: “Hai dimostrato di non essere per nulla ‘controcorrente’, per quanto mi riguarda sei fuori dal partito”.

A questo punto i riflettori sono puntati sul rapporto tra La Vardera e Sodano. Nel corso del video il fondatore di Controcorrente non risparmia stoccate all’ex deputato M5s che con la casacca di Controcorrente ha conquistato Palazzo dei Giganti.

Michele Sodano e Ismaele La Vardera

La Vardera: “Io solo a spiegare il caso Crosta”

La Vardera torna con la mente alla due giorni dell’hotel Kaos, quando il suo movimento ha fatto il debutto nazionale ospitando personalità politiche del calibro di Giuseppe Conte, del leader di progetto civico Alessandro Onorato e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. In quelle stesse ore scoppiava il caso Crosta. “La situazione è precipitata definitivamente domenica, quando sono stato lasciato solo ad affrontare il problema davanti alla stampa che inevitabilmente mi chiedeva del caso Crosta”, è l’accusa di La Vardera a Sodano.

Il leader di Controcorrente ricorda che “è stato Sodano a scegliere la propria squadra in piena libertà”, sottolineando di avere avvertito il sindaco di Agrigento invitandolo a “non sottovalutare” il caso Crosta. Per La Vardera “è una questione di coerenza, di credibilità e di opportunità politica” perché “non si può usare la verga con gli altri – aggiunge – e la bambagia coi nostri”. E ancora: “Come si può permettere che il vice sindaco, con deleghe alla Legalità e alla Polizia municipale, in questa storia sia controllore e controllato?”.

Tra i due i rapporti sono ai minimi termini. Sodano in un post ha lamentato di avere saputo delle decisioni del movimento “dalla stampa” ma La Vardera smentisce: “Te lo abbiamo detto in una riunione, forse non lo hai sentito”. Il deputato, infine, respinge le accuse di ingerenza nelle vicende del movimento ad Agrigento: “Se mi fossi voltato dall’altra parte sarebbe stata connivenza”.

La Vardera rivela anche un colloquio con Sodano. Alla domanda se Crosta sarebbe stato candidato conoscendo prima la situazione della casa, il sindaco avrebbe risposto: “No, è stata una leggerezza. Non lo avremmo candidato”.

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Sodano: “No ai processi sommari”

In serata arriva anche la presa di posizione di Sodano, che per il momento tira dritto. “Non c’è alcuna difesa d’ufficio, c’è estrema correttezza, rigore e senso di legalità. Ma c’è una forte contrarietà a un metodo, quello dei processi sommari”. Il sindaco invita a “non cedere a scelte frettolose e fatte sull’onda emotiva”, escludendo dinamiche di “amichettismo” e chiedendo un esame approfondito “nelle sedi competenti, a partire dal collegio dei probiviri”. Sodano poi aggiunge: “Oggi ho lavorato su apertura delle scuole, sicurezza, manutenzione stradale e bilancio. Alla città interessa questo. Non voglio fare la guerra a Ismaele, ma il metodo del processo sommario non mi ha mai convinto”,

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