PALERMO – Nel quartiere si mormorava da tempo. Ora le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia impongono una nuova valutazione su un vecchio incidente mortale.
Dieci anni fa, un’auto in manovra investe uno scooter. In sella c’è un uomo. L’impatto non gli lascia scampo. Muore per le ferite riportate.
Gli investigatori intervenuti sul posto accertano la dinamica. La responsabilità ricade sulla donna al volante che decide di patteggiare una pena per omicidio colposo. Non erano ancora entrate in vigore le severe norme sull’omicidio stradale.
Finora è la ricostruzione di uno dei tanti, troppi, tragici incidenti che insanguinano le strade di Palermo.
Il racconto del pentito ed il “sacrificio” della moglie del boss
Le cose cambiano alla luce dei protagonisti e dei nuovi elementi messi a verbale dal neo collaboratore di giustizia Alessio D’Agostino.
Ha raccontato degli attentati organizzati dal boss di San Lorenzo Salvatore Verga. Sta ricostruendo gli affari della droga a Brancaccio. Ed è proprio nel territorio di quest’ultimo mandamento mafioso che è avvenuto l’incidente.
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Il 22 luglio D’Agostino mette a verbale: “Nel 2005-2006 c’è stato un incidente stradale in cui è morto Tommaso Di Paola che guidava un Sh 300 bordeaux. So che a investirlo era stato Nino Sacco che siccome all’epoca era sorvegliato speciale aveva fatto comparire sua moglie come conducente dell’autovettura”.
Si sacrificò per proteggere il marito boss, che però nei guai c’è finito lo stesso. Nel 2011 è stato arrestato per mafia. Sacco era uno dei triumviri che dettavano legge nel feudo dei fratelli Graviano. Nel 2014 è stato scarcerato per fine pena , pochi mesi fa il nuovo arresto. Si è ripreso in mano il bastone del comando lui che, così lo ha descritto un altro collaboratore Rosario Montalbano, “era un dittatore come Hitler”.




