PALERMO – “Ho sempre rispettato e continuo a rispettare il lavoro della Commissione regionale Antimafia e dell’onorevole Antonello Cracolici”. Così Mauro Pantò, già presidente del Consiglio di amministrazione della Sas, replica alla diffusione della relazione della Commissione sulla società partecipata regionale.
“Proprio per rispetto delle istituzioni – afferma Pantò – ritengo sia arrivato il momento di restituire ai siciliani una ricostruzione completa dei fatti e dei numeri relativi agli anni nei quali ho avuto l’onore e la responsabilità di guidare la Sas”.
Pantò rivendica il lavoro svolto durante il mandato iniziato nel 2023, citando i processi di stabilizzazione degli ex PIP, dei lavoratori Keller, Ferrotel, ASU e degli altri bacini di precariato interessati dalle disposizioni regionali.
L’ex presidente contesta quindi la rappresentazione di una “società fuori controllo” e sottolinea il carattere collegiale delle decisioni.
“Nel periodo nel quale ho ricoperto l’incarico, il Consiglio di amministrazione era composto da tre componenti e tutte le deliberazioni assunte dall’organo sono state approvate all’unanimità”, spiega Pantò. “Non esiste, dunque, una singola deliberazione del Cda che possa essere ricondotta a una scelta personale del presidente”.
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Sul Collegio sindacale, Pantò precisa che la nomina del nuovo organo compete al socio e non al Cda della Sas. “In ogni singola convocazione dell’Assemblea dei Soci abbiamo sempre inserito il punto: ‘nomina nuovo collegio sindacale'”, afferma.
“Non può pertanto essere attribuita alla governance aziendale una responsabilità per il mancato rinnovo di un organo la cui nomina non rientra nelle sue competenze”, conclude.


