PALERMO – “Oggi, in qualche modo, vogliamo esercitare la funzione di scintilla che chiama tutti noi ad avere la consapevolezza che lo Zen salverà Palermo e lo Zen salverà lo Zen”, sono le dichiarazioni di Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia, durante una seduta nella parrocchia San Filippo Neri, nel quartiere Zen che negli ultimi mesi è salito alla ribalta della cronaca dopo la morte di Paolo Taormina e i tre ragazzi di Monreale, per i quali sono finiti in carcere quattro ragazzi provenienti proprio dallo Zen. Alla seduta, aperta alla cittadinanza, hanno preso parte diversi cittadini del quartiere, le associazioni e le forze dell’ordine. A mancare erano i giovani, cioè coloro che, più di tutti, vanno presi per mano e che devono essere guidati.
La commissione antimafia allo Zen
“Gli ultimi due episodi di sangue – ha continuano Cracolici – hanno visto ragazzi nati e cresciuti in questo quartiere. Dobbiamo interrogarci su cosa è successo e su cosa correggere. Tutti dobbiamo dare il nostro dovere. Il punto essenziale è che non possono prevalere le forze del male”.
Dopo l’episodio che ha portato alla morte di Taormina in tanti sono scesi per strada per chiedere più sicurezza, questo episodio Cracolici l’ha associato alle manifestazioni dopo l’uccisione di Borsellino: “In pochi giorni le manifestazioni sono state tante, sono state un sintomo di reazione che dobbiamo coltivare”.
Il presidente della commissione si è concentrato anche sullo stile di vita di molti giovani che “stanno crescendo attratti dai valori mafioso che vengono ritenuti affascinanti. Qui stiamo perdendo la battaglia ed è la sfida che vogliamo avviare. Penso che si sia tollerato abbastanza il fatto che lo Zen sia una delle principali piazze dello spaccio di Palermo e lo è da almeno vent’anni”.
“Oggi costa meno una pistola che un telefonino. Costano così poco perché ne girano tante e se ce l’hai sei più importante di chi non l’ha e, naturalmente, bisogna mostrarla per mostrare la propria forza”.
Le parole del sindaco Lagalla
Alla riunione ha preso parte il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. “Non sono convito che ci sia genericamente una generazionale che fa di Totò Rina un mito. Il quartiere vive in una condizione di oggettivo isolamento rispetto al resto del contesto urbano e metropolitano, infatti non è un caso che quando qualcuno esce da questo quartiere dice “devo andare a Palermo”, come se questo quartiere non fosse parte di Palermo”.
Lo Zen è uno dei quartieri con la più alta percentuale di abbandono scolastico, si attesta al circa 20% “un ragazzo su cinque – ha spiegato Lagalla – diserta la scuola, non la frequenta più”.
Per l’intero quartiere sono stati stanziati 30 milioni di euro per dieci interventi di questi “tre sono in fase di studio, altrettanti in fase di progettazione e quattro in corso. Inoltre è in fase di realizzazione la riqualificazione della piazza e delle strade ma anche dei marciapiedi. È prevista la realizzazione di un asilo nido”.
Al sindaco ha ‘risposto’ l’onorevole Roberta Schillaci, che ha anche il ruolo di segretario della commissione antimafia.
“Le zone rosse e i 24 agenti non sono la risposta. Ho visto la control room ma non serve a nulla se non abbiamo gli agenti. Sindaco si faccia sentire a Roma, questa non è una risposta per una città come Palermo“. L’onorevole Schillaci chiede anche l’adeguamento del tempo pieno nelle scuole perché “a Palermo siamo fermi al 14% di tempo pieno, le altre regioni il 40%, perché dobbiamo essere bistrattati”.
Sugli agenti in arrivo Lagalla ha spiegato che “il ministro manderà a Palermo altri agenti al termine del corso, cioè tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio”.
Negli ultimi giorni nel quartiere si sono verificati alcuni casi di attacco nei confronti di alcuni autobus, Giuseppe Mistretta il presidente dell’Amat, la società che si occupa del trasporto in città, ha ‘provocato’ dicendosi pronto a sospendere il servizio nel quartiere. Ma, appunto, di provocazione si trattava perché “era una preoccupazione generata dalle sassaiole che ricevono i nostri autisti. Queste sassaiole colpiscono i vetri anteriori delle macchine, è sotto gli occhi di tutti la morte dell’autista nei giorni scorsi e non vorrei si arrivasse ad un episodio del genere”, ha spiegato Mistretta.
“Sono convinto che la stragrande maggioranza degli abitanti dello Zen hanno diritto alla mobilità e al servizio pubblico ed è nostro servizio erogarlo, chiaramente mettendo in sicurezza gli utenti e gli autisti”.
Di “approssimazione da parte dell’amministrazione” parla Mariangela Di Gangi, consigliere comunale. “Sono convinta che l’amministrazione sia arrivata a questo appuntamento, che è un appuntamento molto importante su cui investiamo tantissima fiducia, con la consueta approssimazione e superficialità che contraddistingue questa amministrazione. Dopo quello che è successo e si è avvicendato nella nostra città, non abbiamo avuto notizia di un intervento straordinario che provasse ad occuparsi di questi fenomeni, ma anche oggi quello che ha riferito il sindaco in Commissione Antimafia ci è sembrato non soltanto troppo poco, ma anche troppo inesatto”, sono le dichiarazioni di Mariangela Di Gangi, che per anni è stata presidente dell’associazione Laboratorio Zen Insieme.
“A partire dalla scarsa conoscenza anche di quello che accade in questo quartiere, sulle politiche abitative, ricordo a me stessa e a chi ci ascolta che allo Zen 2 le case sono occupate da persone che hanno diritto ad occupare la casa, non si è mai riuscito a regolarizzare una pastoia burocratica che va avanti da 40 anni, ma non stiamo parlando delle occupazioni che possono governare il resto delle città. Qui abbiamo un intero quartiere che è stato occupato, la cui occupazione non è mai stata sanata, alle persone viene richiesto il pagamento di una multa ogni mese che equivale al canone, ma è compito nostro formalizzare queste occupazioni che darebbero vita ad una carta di identità da cui poi discenderebbe anche l’iscrizione all’anagrefe sanitaria e tutti quei diritti di cittadinanza che, appunto, sono riferibili a quel pezzettino di carta tanto importante che è la carta di identità.
“Purtroppo, il signor sindaco ha dimostrato anche oggi di non solo non conoscere, ma non volere conoscere appieno la realtà di questo quartiere che invece è complessa e che meriterebbe uno sforzo in più, perché mentre noi ci permettiamo tanta superficialità e tante inesattezze, qui ci sono persone che muoiono. E forse questo tema è un po’ più importante degli altri e meritava molta più attenzione”.
La consigliera ha anche risposto sulla paventata possibilità che entrino in servizio cento vigili urbani: “Quei cento vigili per arrivare hanno bisogno dell’approvazione del bilancio consolidato. Anche oggi la maggioranza non era in aula per approvare il bilancio consolidato, se davvero vuole dare una sterzata e un aiuto alla sicurezza in questa città, si preoccupi di fare arrivare la sua maggioranza in aula e ci aiuti a far approvare gli atti che servono alla città”.
Cgil: “Il degrado si contrasta con i servizi e la presenza dello Stato”
“Per far rinascere la nostra città, bisogna partire proprio dalle periferie, dal disagio sociale e dal percorso educativo dei giovani, dal contrasto alla illegalità diffusa, e dalla presenza dello Stato. Questo abbiamo ribadito oggi durante la giornata dedicata proprio allo Zen, stamani l’ìnsediamento in Prefettura dell’Osservatorio regionale sulle periferie e, nel pomeriggio alla riunione della commissione regionale Antimafia proprio nel quartiere periferico. Bene unire le forze, la sinergia come diciamo da sempre, è l’unica strada da perseguire per dare risposte ai cittadini e contrastare la violenza diffusa”. Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario territoriale Cisl Palermo Trapani Antonio Dei Bardi, dopo le due riunioni di oggi sul tema dello Zen.
“La sicurezza e quindi il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine è una priorità, ma se non si assicurano i servizi ai cittadini del quartiere, se non si lavora sul fronte del percorso educativo dei minorenni, non avverrà mai la svolta. La fotografia dello Zen ci mostra un quartiere ‘ghetto’, dove l’occupazione abusiva delle case la fa da padrone, generando una illegalità diffusa che porta alla mancanza di servizi pubblici e al degrado sociale che soffoca questi quartieri”.
Badami e Dei Bardi aggiungono “La qualità della vita è compromessa da fenomeni di degrado urbano, e da un crescente disagio giovanile che si manifesta in forme sempre più allarmanti come l ’aumento del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi e la diffusione, così come il facile accesso ad armi di vario genere, che sono un campanello d’allarme che ci impone di agire con urgenza. Mancano i punti di riferimenti, purtroppo dominano solo cattivi esempi, che spingono i ragazzi verso percorsi autodistruttivi e in questo la criminalità organizzata, si insidia, sempre pronta a sfruttare le vulnerabilità”.
Servono dunque per la Cisl, “politiche sociali ed educative, che devono rappresentare il cuore pulsante di questa trasformazione, in quanto costituiscono il mezzo per garantire equità, inclusione, soprattutto in quartieri come lo Zen e politiche abitative adeguate che contrastino l’abusivismo facendo prevalere il diritto” concludono i due segretari.
