PALERMO – Il ministero della Salute dovrà risarcire un sessantenne palermitano con oltre un milione e quattrocento mila euro di euro più un indennizzo a vita. L’uomo è nato con gravissime malformazioni al piede destro, causate dall’assunzione materna di un farmaco che veniva prescritto negli anni ’50 e ’60 alle donne in gravidanza. Nonostante la normativa italiana preveda sin dal 2008 l’indennizzo per chi è stato danneggiato dal farmaco, Il ministero della Salute, attraverso il giudizio delle proprie commissioni mediche, ha escluso che le malformazioni siano riconducibili al medicinale e ha sempre preteso la difficilissima prova della reale assunzione.
L’impiegato palermitano sessantenne nel 2015 si è visto negare l’indennizzo. Il ministero ha escluso la sussistenza del nesso di causalità fra il farmaco e la malformazione. Solo che ha emesso inspiegabilmente due verbali contrapposti, uno favorevole ed uno sfavorevole. L’uomo si è opposto ritenendo di avere “una tipica malformazione monolaterale da embriopatia talidomidica, rientrando pienamente nel periodo di legge 1959-1965 previsto dalla normativa originaria”.

Farmaco in gravidanza e malformazione, gli accertamenti
Si è affidato per il ricorso agli avvocati Ermanno Zancla e Federica Licata di Palermo. Il Tribunale di Termini Imerese ha chiesto ad un medico legale di stabilire se la malformazione dell’arto inferiore destro fosse riconducibile al farmaco assunto dalla mamma nelle prime settimane di gestazione. La risposta è stata affermativa e in linea con il primo verbale della commissione medica ospedaliera sconfessata poi dal ministero.
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Il Tribunale ha accolto il ricorso. Il ministero ha fatto appello e nel corso del processo di secondo grado una nuova consulenza ha confermato il nesso di casualità. Dopo 11 anni la Corte di Appello di Palermo, con una sentenza passata in giudicato, ha definitivamente riconosciuto il diritto all’indennizzo con decorrenza dal 2008 e per tutta la vita, liquidando al sessantenne 1.400.000 euro di arretrati e un indennizzo mensile, a vita, di oltre 5.000 euro al mese.

“Ultime sentenze stanno spostando l’ago della bilancia”
“Dopo numerose cause in tutta Italia finalmente anche a Palermo viene riconosciuto, con sentenza passata in giudicato , l’indennizzo da talidomide , spiegano gli avvocati Zancla e Licata -. Il Ministero della salute ha concesso fino ad ora solo poche centinaia di indennizzi in tutta Italia ma le ultime sentenze probabilmente stanno spostando l’ago della bilancia a favore di tantissimi cittadini italiani con gravissime malformazioni agli arti, certamente riconducibili alla circolazione del principio attivo Talidomide negli anni ’60 e rispetto ai quali lo Stato si è sempre rifiutato di riconoscere alcunché. Fino ad adesso almeno”.




