PALERMO – Un successo di forza, di cuore e di grande qualità individuale. Il Palermo supera in rimonta il Padova per 2-1 al Renzo Barbera nell’anticipo della quinta giornata di Serie B. La squadra di Filippo Inzaghi si regala così due settimane da capolista solitaria prima della sosta per le nazionali. Una vittoria maturata al termine di novanta minuti intensi, in cui i rosanero hanno saputo incassare il colpo a freddo in avvio, per poi risalire la china e piegare la formazione avversaria grazie alla straordinaria serata di Dominic Vavassori, autore della doppietta decisiva.
Primo tempo: il blitz di Pastina
L’avvio di gara è interamente di marca veneta. Il Padova parte con aggressività e al 4’ sfiora il gol con Zuelli, fermato soltanto da un prodigioso intervento di Bani. Il forcing degli ospiti produce i suoi frutti al 9’. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Pastina trova la deviazione vincente. L’arbitro Di Bello prima annulla per fuorigioco, ma dopo un lungo controllo del VAR convalida la rete dello 0-1.
La reazione del Palermo non si fa attendere. Trascinati dall’ispirazione di Johnsen e dalle geometrie di Ranocchia, i rosanero cominciano ad assediare l’area avversaria. Al 20’ Sorrentino compie un miracolo sul diagonale di Vavassori, replica al 26’ sul tentativo di Ranocchia e al 41’ sulla spizzata aerea di Antonio Palumbo.
La gara subisce un’interruzione attorno al 29’ per una vistosa ferita al volto riportata da Bani dopo uno scontro aereo con Pastina, con il capitano rosanero costretto a rientrare in campo con una spessa fasciatura.
La reazione firmata Vavassori
Il meritato pari dei padroni di casa arriva al 44’ sugli sviluppi di una rimessa laterale. Johnsen si accende con una giocata di pura classe, salta Dellavalle sulla corsia destra e serve a centro area Vavassori che, da pochi passi, spinge in rete l’1-1. Nei sei minuti di recupero succede di tutto: prima Segre si vede respingere un colpo di testa sulla linea da Cocchi, poi sul ribaltamento di fronte Fortin compie due interventi decisivi su Giunti e Seghetti, congelando il punteggio all’intervallo.
Secondo tempo: la magia del sorpasso
All’inizio della ripresa Inzaghi ridisegna la difesa inserendo Cassandro e Magnani al posto di Pierozzi e dell’acciaccato Bani. Il Palermo parte subito forte e al 49’ sfiora il raddoppio con un mancino di Antonio Palumbo disinnescato da Sorrentino. La gara si mantiene viva e spigolosa. Al 62’ ancora il portiere veneto si supera negando la rete a Segre, mentre cinque minuti più tardi Ranocchia finisce sul taccuino degli ammoniti per un fallo su Capelli prima di lasciare il posto ad Estevez.
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Il Padova si affida ai contropiede e al 75’ va a un passo dal nuovo vantaggio con un colpo di testa di Dellavalle, su cui Fortin si supera con un riflesso felino. Ma l’episodio chiave del match arriva all’83’ con un contropiede perfetto condotto ancora una volta da Johnsen, che pesca Vavassori a centro area. Il numero 9 rosanero controlla con un tacco delizioso orientando il pallone sul sinistro e trafigge Sorrentino scatenando l’entusiasmo dei tifosi del Barbera.
Il finale in dieci per il Padova
Nel finale Inzaghi concede il riposo a Pohjanpalo inserendo Gabrielloni. Al 91’ Carissoni, da poco subentrato, stende Vavassori lanciato a rete da solo verso la porta e incassa il cartellino rosso diretto. In superiorità numerica nei minuti conclusivi, il Palermo gestisce il possesso e sigilla un 2-1 pesantissimo che vale tredici punti su quindici disponibili.




