Minacce ed estorsioni al Policlinico | Scattano due arresti

Minacce ed estorsioni al Policlinico | Scattano due arresti

Un frame del video dell'aggressione all'ex dg del Policlinico Mario La Rocca

In manette Marco Tuzzolino e Dario Anzalone, entrambi 35enni (nella foto). L'obiettivo era scongiurare la rescissione del contratto relativo all'appalto di pulizia.

 

PALERMO – Pressioni psicologiche, ricatti e minacce. Avevano generato all’interno del Policlicnico di Palermo “un clima di costante intimidazione” per oltre due anni: lo scopo era quello di scongiurare la rescissione del contratto relativo all’appalto di pulizia e sanificazione dei locali, che era stato aggiudicato alla ditta calabrese “Euroservices Srl”.

A finire in manette oggi, Marco Tuzzolino e Dario Anzalone, entrambi 35enni, nel corso di un’operazione della Digos che, insieme al sostituto procuratore Siro De Flammineis, ha tirato le somme di una indagine partita nei primi mesi del 2012 a seguito di una denuncia da parte dell’ex commissario dell’azienda Mario La Rocca.

Secondo gli inquirenti, gli arrestati tenevano costantemente sotto pressione anche il personale sanitario. Dalle indagini sono infatti emerse minacce rivolte ai capi sala dei reparti di Chirurgia vascolare e di Terapia intensiva neonatale, perché attestassero la soddisfacente esecuzione dei lavori di pulizia: Viri i spicciariti a firmaridiceva Tuzzolino ad un medico del personale sanitariosennò un tinni mannu cchiu a fari pulizie”.

In altre occasioni, i servizi di pulizia ad esempio del tecnico della camera iperbarica e del personale del reparto di Chirurgia clinica respiratoria,erano stati disattesi al fine di contenere i costi. Tuzzolino e Anzalone sono infatti accusati di interruzione di pubblico servizio, mentre per il primo, c’è anche l’accusa di estorsione. Avrebbe costretto, dietro minaccia di licenziamento o al trasferimento in orari scomodi, vari dipendenti della “Euroservices” a disdire la loro iscrizione al sindacato Fisascat Cisl per passare ad un altro in area Uil dove avrebbe probabilmente potuto contare sull’appoggio di una persona a lui compiaciente.

“Ben 113 lavoratori sono transitati alla Uil – spiega Giuseppe De Blasi, vice dirigente della Digos -. Se si rifiutavano finivano in orari spezzati o venivano licenziati”. Nel pomeriggio dalla questura hanno fatto sapere che si è trattato di un fraintendimento, perché non c’è stato alcun passaggio monolitico dei lavoratori alla Uil, ma in diverse sigle sindacali. Una precisazione che concorda con quanto scritto in una nota della Uiltucs che smentisce che si siano verificati transiti di lavoratori verso la loro sigla: “L’organizzazione coinvolta non è per nulla di area Uil come è stato riferito ai cronisti. La Uiltucs non c’entra nulla e lo ripetiamo, lo dimostrano le carte: noi non abbiamo mai avuto alcun boom. Anzi nel tempo abbiamo sempre messo in atto manifestazioni di protesta e ci siamo sempre opposti a ogni operazione che potesse danneggiare i lavoratori, non risultando mai compiacenti a nessuno”.

Tuzzolino, titolare occulto di un bar in via Gaspare Palermo, “Il Ristoro” che ha ormai cambiato gestione, era in pratica il principale referente della Euroservices all’interno della struttura ospedaliera. Secondo quanto hanno accertato gli inquirenti, il passaggio di molti lavoratori da un sindacato all’altro non gli aveva procurato un profitto economico, ma la garanzia di “controllarli” meglio. I dipendenti continuavano ad essere ricattati al fine di avere la loro complicità nell’occultamento delle irregolarità nel servizio di pulizia. E le perdite economiche per la sigla sindacale d’origine  non furono indifferenti, almeno duemila euro per le mancate iscrizioni di coloro che furono costretti a cambiare. Gli iscritti, infatti, da centotredici divennero otto.

La precisazione della Euroservices: “L’appalto del Policlinico è stato rescisso prima delll’inizio del rapporto di collaborazione con Tuzzolino”.

Aggiornamento del 29 maggio, ore 20.28: “Si precisa che la “EUROSERVICES SRL”, ditta calabrese cui si riferiscono le vicende, – spiega l’avvocato Roberta Lomeo in una mail inviata alla nostra redazione – è soggetto giuridico distinto dalla “EUROSERVICE di MOSCA Francesca e C. S.A.S.”, con sede in Palermo, che è del tutto estranea ai fatti di cronaca riportati nel predetto articolo”. La chiesta precisazione si rende necessaria per la mia patrocinata atteso che, pur essendo corretto l’articolo pubblicato sul sito, esso ha ingenerato confusione e dubbi nei committenti e nei lavoratori della EUROSERVICE di MOSCA Francesca e c. S.a.s., anch’essa operante nel settore delle pulizie, dubbi che
rischiano di compromettere la stipula di futuri contratti e la serenità dei
dipendenti”.


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