PALERMO – Esplode fragorosamente la bomba della formazione professionale. Con un durissimo attacco del presidente della Regione ai burocrati dell’assessorato, che arriva proprio nel giorno in cui la Cisl presenta una denuncia in procura sui ritardi nei pagamenti. Che in questi giorni hanno fatto esasperare la protesta dei lavoratori del comparto davanti all’assesorato.
Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha inviato oggi una nota al Dirigente Generale del Dipartimento Formazione per rappresentare il fatto che “nonostante i continui solleciti e i provvedimenti assunti dal dipartimento, il servizio gestione dell’assessorato alla Formazione non procede al pagamento sistematico di diversi enti causando danno alla Regione, alla sua immagine, agli enti e sopratutto al personale che non riceve stipendio da mesi”.
“Tale situazione è intollerabile – ha detto Crocetta – chiedo al Direttore Generale che, laddove si constatino in capo a coloro che hanno il preciso compito di provvedere all’emissione dei mandati di pagamento, inadempimenti colposi, colposi ritardi, negligenza, disinteresse o qualsivoglia atteggiamento da cui discende il ritardo sui tempi del procedimento amministrativo, che si possa provvedere con ogni strumento contrattuale e anche legale, a sanzionare l’inadempimento”. Crocetta non esclude, sulla base dei contratti, che si possa arrivare a rimozioni o al licenziamento dei responsabili.
E in serata Crocetta è stato ancora più esplicito parlando all’Ansa: “Abbiamo materiale che dimostra gravi inadempienze da parte di alcuni burocrati sulla formazione professionale, tale da portare a sanzioni come il licenziamento. Ma la politica ci lasci fare senza alimentare polemiche, sappiamo qual è la situazione rispetto ai pagamenti dovuti a enti in regola e non fatti da alcuni dirigenti”.
Da giorni è in corso una protesta dei dipendenti della formazione che attendono i pagamenti degli stipendi da mesi, in alcuni casi anche da anni. Protesta che negli ultimi due giorni ha visto un’escalation, con le minacce di alcuni lavoratori di gettarsi dal cavalcavia di viale Regione siciliana, di fronte all’assessorato. Crocetta nella sua lettera ad Anna Rosa Corsello, dirigente della formazione, ricorda l’attenzione del governo verso il comparto “per la salvaguardia delle innumerevoli professionalità che vi operano”.
Ma, scrive il governatore nella missiva alla dirigente, malgrado l’azione “immediata, diretta e solutoria” del dirigente generale, non sono mancati i problemi che “spesso trovano origine più in dinamiche interne al Dipartimento, legate in particolare al personale, che difficoltà oggettive”. E qui Crocetta punta l’indice contro il Servizio gestione “che ad oggi, anche a fronte di un cospicuo numero di procedure di rendicontazione chiuse e/o acquisite, non adotta gli atti amministrativi consequenziali”.
“Non è più tollerabile il ritardo con il quale vengono erogati gli accnti e i saldi agli enti di formazione, che tradotto nella economia delle famiglie degli operatori della formazione professionale, significa disagio e disperazione dovuto al cronico mancato pagamento degli stipendi”, scrive Crocetta. Che aggiunge: “Apprezzo gli sforzi che la S.V. ha compiuto e continua a compiere per restituire normalità all’azione amministrativa del Dipartimento”, “ma ritengo, nonostante tutti i provvedimenti da lei assunti… che ciò non sia più sufficiente”.
Questa mattina negli uffici della questura di Palermo, il segretario della Cisl Maurizio Bernava ed il segretario regionale della Cisl scuola Giovanni Migliore avevano depositato una denuncia accertativa nei confronti dell’amministrazione regionale e del dipartimento Formazione ed istruzione, per i ritardi sui pagamenti e la chiusura delle rendicontazioni. Sulla base di queste denunce, il governatore Crocetta ha inviato una ispezione nella sede dell’assessorato alla Formazione.
All’Ansa Crocetta rivendica quanto fatto sul fronte caldo della formazione: “La riforma della formazione è pronta, possiamo approvarla in giunta anche domani. Abbiamo cacciato i corrotti – aggiunge Crocetta – ci sono negli enti, nei partiti e nella burocrazia. La nostra azione di igiene ha determinato una vera e propria rivoluzione”. E sulla riforma: “Abbiamo un testo pronto, piace molto anche ai sindacati e sul quale stranamente c’è chi esprime critiche senza avere letto il testo”. “Ciò non toglie – prosegue – che all’interno della macchina burocratica ci siano responsabilità personali che non riguardano la politica. Se un ente ha presentato il rendiconto da sei mesi e c’è un dirigente che non provvede a pagare quanto dovuto allora significa che c’è qualcosa che non va, ma ciò riguarda il dibattito amministrativo, non servono le intrusioni politiche, perché questo va al di là”.
A tarda sera, però, arriva la replica dell’Aref al governatore: “Crocetta non se la prenda con gli ottimi dirigenti dell’ufficio programmazione e dell’ufficio gestione dell’Assessorato della Formazione che sono stati paracadutati nel deserto da lui voluto – scrive in una nota l’associazione regionale degli enti di formazione professionale -. Proprio Caracci e La Cagnina stanno facendo miracoli, tenuto conto della condizione in cui sono stati messi i loro uffici, sia a causa del trasferimento di tutto il personale prima e delle poche unità di cui detti uffici in atto dispongono – sostiene l’Aref – Peraltro La Cagnina ha posto da tempo la questione del perverso e corposo contenzioso che si è determinato con il personale e con gli enti, che è stimabile, solo in questa fase, in circa 200 milioni di euro. Anche lo staff di legali che stanno coadiuvando l’architetto La Cagnina sta facendo del proprio meglio, pur in mancanza di strumenti e direttive”.
Per l’Aref “le responsabilità di questa situazione derivano da precise scelte politiche fatte dal presidente della Regione, dall’assessore Scilabra e dalla dr.ssa Corsello che è stata fedele interprete delle decisioni assunte da parte di chi ha la responsabilità di governo”. “Ha fatto bene la Cisl a denunciare anche l’omessa corresponsione della Cig in deroga per i lavoratori – prosegue la nota – Il diniego immotivato di riconoscere la cassa integrazione ai lavoratori, con assurde motivazioni, per cui i costi dei periodi di inattività per carenza di finanziamenti sarebbero compresi nel costo standard rappresenta l’espressione della volontà politica che si è determinata, finalizzata a penalizzare enti e lavoratori”. “È il caso di evidenziare che la rappresentanza dell’Aref si è incontrata recentemente con il direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Palermo per contestargli gli immotivati e inesistenti motivi addotti per il rifiuto della cassa integrazione e le conseguenti responsabilità che si è assunto con tali determinazioni – conclude l’associazione – Non abbiamo più avuto alcuna risposta o notizie in merito al riesame della questione relativa al diniego della Cig in deroga 2013”.

