PALERMO – Casco, pantaloncini e maglietta. In un pomeriggio di metà agosto un uomo fa irruzione in una profumeria di via Sebastiano La Franca, nella zona del Policlinico di Palermo.
Il suo tono è minaccioso. “Su un mi runi i picciuli, ti tagghiu a testa”, dice alla proprietaria impaurita che si trova da sola nel locale. Fa intendere di essere armato, arraffa trecento euro dalla cassa e fugge via. Una settimana dopo i poliziotti hanno dato un nome al rapinatore. Si tratterebbe di Federico Trapanese, 36 anni, pregiudicato che abita in via Mozambico. Sarebbe lui l’uomo ripreso dalla videocamera di sicurezza del negozio l’11 agosto scorso.
Per lui una tegola giudiziaria doppia. Oltre al reato di rapina aggravata gli viene contestata, infatti, anche la violazione degli arresti domiciliari a cui era sottoposto. Noncurante del divieto di allontanarsi da casa, Trapanese sarebbe giunto a bordo di un ciclomotore senza marmitta e quindi molto rumoroso.
A tradirlo, dicono i poliziotti, la sua spavalderia. Se ne andava in giro con casco, vestiti e scooter utilizzati il giorno del colpo. Fin quando non ha incrociato nei pressi di piazza Scaffa una pattuglia della sezione investigativa del commissariato Oreto-stazione. Il frastuono dello scooter smarmittato non poteva passare inosservato. Ed è finito in carcere.

