PALERMO – “Ho provato per mesi a capire i gesti di quest’uomo cercando una giustificazione al suo comportamento. Oggi credo che il pm abbia ragione quando lo definisce menefreghista”. Lo afferma Elio Vincenzi, 65 anni, vedovo di Maria Grazia Trecarichi, la donna che viaggiava a bordo della costa Concordia commentando la richiesta del pm di condannare a 26 anni e tre mesi il comandante Francesco Schettino. Trecarichi era in viaggio con una amica di Enna per festeggiare i suoi 50 anni.
Il suo corpo fu trovato l’11 ottobre del 2013 all’interno della nave, ad un anno e mezzo dal naufragio. “Sono rimasto solo – aggiunge Vincenzi – mia moglie da quel viaggio non é più tornata e mia figlia ormai studia fuori. Immaginavo che la richiesta del pm potesse essere sopra i 20 anni. Ma non c’e pena giusta per chi ha ucciso 32 persone”. “Sono sconcertato dalle notizie che si sono susseguite nei mesi e dalle menzogne che Schettino ha continuato a dire. Probabilmente se fosse stato più sincero, – osserva – la sua posizione oggi sarebbe diversa. Credo anche che abbia ragione il pm quando parla di pericolo di fuga e dunque penso che il comandante della Concordia, vada arrestato. Oggi piú che allora sono convinto delle responsabilità di quest’uomo per la morte di tutte quelle persone, compresa mia moglie”.

