PALERMO – “Bisogna cambiare sistema. Mai più tutti questi incarichi in capo ad una sola persona”. Gigi Mangia, presidente della Fipe di Palermo ed esponente di Confcommercio, interviene così nella vicenda dell’arresto di Roberto Helg e dello spettro di un commissariamento della Camera di Commercio. “Non è solo sostituendo Helg che si aggiustano le cose – dice Mangia – non dovremo più permettere che il presidente di un’associazione di categoria possa essere presidente della Camera, vice presidente di Gesap o componente di comitati di valutazione particolarmente delicati”.
“Le associazioni di categoria dovrebbero tornare a rappresentare davvero soltanto i propri comparti di pertinenza – continua Mangia – i commercianti si occupino e si preoccupino dei commercianti, gli artigiani degli artigiani, gli agricoltori degli agricoltori, gli industriali degli industriali e la si smetta con questa squallida corsa a tesserare chicchessia per aumentare il proprio coefficiente di rappresentanza. Chi vuole commissariare la Camera di commercio, pensi a commissariare se stessa. Questa politica non ha titolo per commissariare nessuno: il Consiglio deve fare da baluardo contro questa “politica” arraffona che vuole subito fagocitare una Camera ricca e con i conti in regola. Allo stato attuale la responsabilità dell’episodio che ha visto coinvolto Helg sembra sia soltanto da ascrivere allo stesso, peraltro reo confesso, e quindi quali peccati irredimibili avrebbe commesso questo consiglio? Che mi sia dato sapere nessuno. Allora dove sono i presupposti per un commissariamento?”.
Mangia si dice però contrario alla vendita delle quote di Gesap: “Mi sembra che il clima in Consiglio sia cambiato, e non poco, da quando votammo la vendita di Gesap. Allora, anche io, che non vedevo di buon grado una vendita di una partecipazione così strategica, votai per il sì alla vendita. Ci dissero che la vendita era obbligatoria, che lo imponevano leggi nazionali che obbedivano a direttive europee. Ma se oggi il bilancio di Gesap è finalmente attivo, se la vendita degli airbus è in costante aumento, se il traffico passeggeri è in continuo incremento, perché non opporci ad una vendita che può essere più foriera di sventure che di benefici? Ricordiamoci la vendita di Capodichino alla compagnia britannica Baa per 56 miliardi, sembravano tanti e invece poi tanti finirono in galera. Da questa esperienza traiamo un insegnamento che il vero problema non è la vendita, che è obbligata, ma la forma”.
E sulla questione legalità aggiunge: “La Camera deve essere di sussidio alle imprese e ai territori, ma non può e non deve sostituirsi ai Tribunali, alle Procure e alle Forze dell’ordine. Sostituiamo il consigliere ed eleggiamo il presidente, ma dandoci un tempo anche in consiglio. Due settimane da oggi: cambiare e con velocità, questa è la sfida”.

