Villa Sperlinga, protocollo d'intesa| Ma è polemica sulle autorizzazioni

Villa Sperlinga, protocollo d’intesa| Ma è polemica sulle autorizzazioni

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Coldiretti e Comune stanno predisponendo un accordo per la manutenzione dell'area verde, ma è un coro di critiche sull'autorizzazione per il suolo pubblico. Aggiornamento: dal Comune fanno sapere che il nulla osta del settore Verde è giunto stamattina.

AGGIORNAMENTO Dal Comune si apprende che questa mattina è stato rilasciato il nulla osta positivo del Settore Ville e gairdini, pertanto è stato predisposto il pagamento dei tributi a decorrere dal primo gennaio a carico dell’autorizzato.

PALERMO – Un protocollo d’intesa, in via di definizione, tra il Comune e la Coldiretti per riqualificare Villa Sperlinga che, il sabato, ospita il “Mercato campagna amica”. Ma anche una fragorosa polemica sulla scadenza dell’autorizzazione per il suolo pubblico, che attende ancora i pareri del settore Ville e giardini e della Sovrintendenza.

Il mercato, che si tiene il sabato e consente ai contadini di vendere direttamente ai consumatori accorciando la filiera, è ormai una tradizione praticamente decennale e, da tempo, si tiene a Villa Sperlinga. Il problema è che l’afflusso di persone ha provocato un deterioramento delle condizioni dell’area verde, tanto che il Comune e la Coldiretti stanno lavorando a un protocollo con cui l’associazione si farà carico della manutenzione della Villa. Fin qui nulla di strano, se non fosse che da gennaio l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico è scaduta nelle more della firma del protocollo, ma il mercato si tiene ugualmente.

“Noi abbiamo sempre pagato, se il Comune ci consente di operare è perché non ci ritiene abusivi – dice il presidente di Coldiretti Alessandro Chiarelli – ci sono dei tecnicismi che si stanno perfezionando. L’amministrazione comunale è attenta a garantire questo tipo di vendita diretta, da dieci anni teniamo un mercato assolutamente regolare. Per noi è un motivo di orgoglio prenderci cura del verde, è qualcosa di innovativo. Purtroppo i tempi dei comuni non sempre sono velocissimi e c’è un periodo di transizione nelle more della firma del protocollo. Noi siamo pronti a fare di più per la città, chi ci osteggia evidentemente lo fa per altri motivi”.

Il punto, come detto, è che gli uffici comunali sono lenti. “Attendiamo i pareri del settore al Verde e della Sovrintendenza – spiegano dall’assessorato alle Attività produttive – è in corso il rilascio dei due pareri e poi verrà data l’autorizzazione. La Coldiretti ha comunque presentato l’istanza nei tempi corretti, chiederemo tutti gli arretrati e quindi non ci sarà danno erariale. Però i controlli non competono a noi, così come non possiamo sempre sollecitare gli altri”. Dal Verde, però, spunta anche la relazione di un tecnico che problemi dei problemi sulla sicurezza della Villa, dimostrati anche dall’infortunio di una signora a gennaio scorso. “Arriverà presto, abbiamo riparato alcune buche”, spiega il capoarea Domenico Musacchia.

“Sono un commerciante multato per i dehors – scrive un lettore a Livesicilia, che ha segnalato il caso – anche io attendevo un’autorizzazione dal Comune ma sono stato multato. Al mercato del contadino però non succede, evidentemente si usano due pesi e due misure”. “La Nuova tutela del cittadino ha ricevuto la segnalazione i primi di febbraio – dice il responsabile provinciale Marcello Robotti – chiaramente abbiamo fatto tutte le verifiche del caso, compresa l’effettiva presenza del mercato a villa Sperlinga, e successivamente l’abbiamo inoltrata a chi di competenza. È ovvio che per noi non è questa manifestazione il problema, anche se più in generale non siamo pienamente d’accordo su questo utilizzo dei parchi pubblici e, nel caso specifico di questa villa, abbiamo già portato le problematiche all’attenzione dell’Ottava circoscrizione. Eppure si è consentito ugualmente per tre mesi l’utilizzo del verde pubblico senza autorizzazione, oltretutto villa storica e quindi sotto l’egida della Sovrintendenza. Resta da capire se è stato un rischio che si sono presi i responsabili del mercato, che però conoscono molto bene le regole, compresa l’ultima ordinanza emanata dal Sindaco, giustamente molto più restrittiva e maggiormente sanzionatoria, in materia di “occupazione del suolo pubblico”. Certo risulta difficile credere che una manifestazione come questa che attira un numero di utenti non indifferente e che dovrebbe esigere almeno la presenza di una pattuglia della Municipale, così come avviene per gli altri mercati, sia sfuggita all’occhio vigile dell’amministrazione. Comprendiamo che il percorso delle regole sia molto difficile in questa città, ma è inutile dire che il primo mattone deve essere quello che le regole valgono per tutti, così come è valsa per chi si è visto multare per lo stesso identico motivo o per chi sta lavorando a metà regime poiché la propria pratica è ancora in lavorazione”.

“In questa città – dice il presidente della commissione Attività produttive Paolo Caracausi – chi vuole operare regolarmente non viene assistito dagli uffici pubblico e in particolare dalle Attività produttive che dovrebbero agevolare quanti vogliono fare attività e in particolare vogliamo capire se il mancato pagamento del suolo pubblico possa avere arrecato un danno all’erario. Riteniamo che l’assessore e il dirigente debbano prendere provvedimenti immediati perché l’ufficio nella sua interezza risponda alle richieste pervenute con immediatezza”.

“Anche sul mercatino del contadino di villa Sperlinga l’amministrazione comunale dimostra le proprie evidenti incapacità – dice Marcello Longo, vicepresidente dell’Ottava circoscrizione – concedendo prima autorizzazioni senza prestare la necessaria vigilanza sul rispetto dei limiti imposti e non consentendo poi il rinnovo delle stesse, ma “tollerando” che di fatto l’iniziativa commerciale prosegua abusivamente; a meno che non si voglia sostenere che nessuno si fosse accorto che gli esercenti esponessero la merce anche in assenza di provvedimenti di proroga. Siamo nel caos più totale in cui si applica esclusivamente la norma che si vuole, con una discrezionalità che non è degna di una città civile”.

 

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