Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindacato Cobas Codir con la quale la sigla commenta l’articolo di oggi sui tassi di assenza dei dipendenti regionali.
Gentile Direttore,
nell’articolo di cui in oggetto pubblicato nell’apertura odierna del Quotidiano online da Lei diretto, si nota con vivo rammarico e disappunto che si getta discredito su un’intera categoria di dipendenti pubblici definendoli in senso lato “fannulloni” in relazione alla pubblicazione dei dati statistici della Regione.
Le considerazioni addotte, nel merito, dal giornalista sembrano essere più legate all’esigenza di essere sulla notizia che riportare, invece, con precisione alcuni dati che, se somministrati in modo incompleto, possono causare, come causano, forte nocumento e disagio a dipendenti che ogni giorno fanno il proprio dovere per poi vedersi sbattere in prima pagina con l’appellativo di “fannulloni”.
Informiamo, quindi, che nelle tabelle pubblicate dalla Funzione Pubblica, come previsto dalla legge, le “assenze” in realtà racchiudono svariate tipologie di mancata presenza negli uffici che sicuramente non possono essere assimilati a “vacanza” così come sarcasticamente e ingiustamente oltre che in modo dispregiativo definite nell’articolo in questione. In quelle che vengono definite “assenze”, infatti, come può facilmente verificarsi con il Dipartimento regionale della Funzione Pubblica, sono ricomprese le malattie (tutte regolarmente certificate dalle Autorità sanitarie competenti e dagli accertamenti medico-fiscali) e i permessi per attività sindacali svolte presso l’amministrazione regionale per adempiere ai compiti istituzionali e contrattuali attribuiti.
A titolo esemplificativo (e in considerazione che se ne ha conoscenza diretta) si evidenzia come presso il Dipartimento regionale maggiormente preso di mira nell’articolo, quello degli Affari Extraregionali, prestino servizio tre componenti della Segreteria Regionale dello scrivente sindacato che, poiché hanno scelto di “restare in produzione” e di svolgere contemporaneamente attività sindacale (in regime di permesso sindacale sulla base delle convocazioni dell’amministrazione regionale) si assentano in modo saltuario in base alle reali esigenze. Quindi, una realtà ben diversa da quella che può apparire nell’articolo proprio a causa della presenza di dirigenti sindacali che si assentano quando convocati dalla stessa amministrazione regionale per la partecipazione ai tavoli negoziali.
Le chiediamo, alla luce delle considerazioni su esposte, di pubblicare questa nota come replica all’articolo nell’auspicio che tali fraintendimenti non si ripetano.
Cordiali saluti.
I Segretari Generali
Marcello Minio – Dario Matranga
