“Denuncio Alfano: furto ideologico | Azzero tutte le cariche del partito"

“Denuncio Alfano: furto ideologico | Azzero tutte le cariche del partito”

Primo giorno da commissario di Forza Italia per Gianfranco Miccichè. L’ex presidente dell’Ars è tornato a Palazzo dei Normanni stamattina per incontrare il gruppo parlamentare. Ecco le sue parole.

Gianfranco Micciché
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PALERMO – “Non mi sento responsabile della vittoria di Crocetta in Sicilia. Alfano? Lo denunceremo per furto ideologico”. È il primo giorno da commissario di Forza Italia per Gianfranco Miccichè. L’ex presidente dell’Ars è tornato a Palazzo dei Normanni stamattina per incontrare il gruppo parlamentare. Pochi minuti prima, i deputati del Movimento cinque stelle avevano illustrato la nuova mozione di sfiducia contro il governatore. Che tre anni fa vinse le elezioni approfittando anche delle divisioni del centrodestra: “Chiariamo una volta per tutte – ha detto Micciché – i termini della questione. Ero stato chiamato a fare il candidato, ma ho capito che non era il momento giusto e decisi di tirarmi indietro. Io e Raffaele Lombardo andammo allora da Nello Musumeci, proponendogli un operazione politica che avrebbe fatto molto bene alla Sicilia e che ancora oggi ritengo validissima: mettere insieme Mpa, Grande sud, Alleanza siciliana di Musumeci per offrire al Pdl un candidato alla presidenza della Regione. Berlusconi fu entusiasta di questo progetto, ma Angelino Alfano e Giuseppe Castiglione si scagliarono contro e buttarono fuori me e a Lombardo, lasciandoci soli. A quel punto – prosegue Micciché – non avevo scelta, sono stato costretto a candidarmi, non potevo fare altrimenti, ma la responsabilità va attribuita a coloro che allora erano i leader del partito: Alfano e Castiglione appunto. Io semmai ho dovuto solo spendere quattrini inutilmente per cercare di arrivare terzo”.

E a proposito di Alfano, ecco la stoccata di Micciché: “Il Nuovo Centro destra non è un partito di centrodestra: cambi nome o chiuda i battenti, altrimenti lo denunciamo per falso ideologico. Tra i partiti che dialogano con Forza Italia – ha poi affermato – spero ci siano Mpa, il movimento di Musumeci, Fratelli d’Italia, e poi c’è questa incognita che è Salvini, ma non so bene cosa voglia fare in Sicilia. Sono movimenti che hanno potenzialmente una grande forza, vedremo. Ho sentito Musumeci, – ha aggiunto – e spero di vederlo oggi in Assemblea. Non ho mai avuto alcun problema con lui, nè credo lui con me. Si è convinto che abbia determinato io la sua sconfitta, ma è persona troppo intelligente e non può dimenticare la storia. Ne riparleremo sicuramente”

Difficile però che le condizioni siano mature per riproporre quella alleanza che non andò in porto tre anni fa. “ Ripetere quello schema in vista delle prossime elezioni? E’ cambiato tutto: non c’è più Grande Sud, l’Mpa non so che fine abbia fatto, ma credo fortemente – ha spiegato Micciché – nella rinascita dei movimenti autonomisti, che faranno un grande ritorno, ne sono convinto”. Parlando poi del suo compito da commissario regionale ha affermato “In questo decennio è cresciuta poco la classe dirigente. Eppure avevamo formato i vari Alfano, Vicari, Bufardeci, Cascio… ma si sono persi per strada. Oggi però, per aver Berlusconi chiamato me – ha scherzato – vuol dire che siamo alla frutta. Ma probabilmente – ha aggiunto – è proprio la politica siciliana a essere alla frutta: se una persona si fosse risvegliata adesso dopo vent’anni di coma, stenterebbe a credere che il sindaco di Palermo è ancora Orlando, quello di Catania è Bianco e che il leader di Forza Italia in Sicilia sono io”.

E a proposito di Forza Italia, Micciché ammette: “Ho trovato un partito con qualche problemino, troppe correnti e poche linee guida, sto cercando di incontrare tutti e di parlare con tutti, in pochi giorni penso di farmi un’idea di come procedere per ritrovare l’unità. Penso che ci sia molto da fare – ha aggiunto – io però non mi candiderò in ogni caso. Le mie figlie mi hanno proibito di diventare di nuovo deputato. I tempi del 61 a zero sono irripetibili, Berlusconi aveva il 35%, oggi siamo in una situazione un po’ diversa, c’è un M5S che è il legittimo risultato della protesta in un contesto confuso come quello attuale. E’ in un certo senso il motivo per cui può prendere campo l’Isis laddove non funzionano governi e diplomazia. Non sto paragonando – ha precisato – il M5S che sono un movimento libero e pacifista con questi criminali, ma i motivi per cui iniziano i movimenti di rivolta è lo stesso: il fatto che non funziona nulla”.

*Aggiornamento ore 19.30
“Domani azzero tutte le cariche di partito, e dico tutte, anche nel più piccolo comune della Sicilia. Non c’è unità, da domani si ricomincia”. Lo annuncia a ‘Cronache Parlamentari’, giornale d’informazione dell’Assemblea siciliana, il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Senza più la cravatta arancione del movimento autonomista Grande Sud, che fondò qualche anno fa, Miccichè, che indossa occhiali con montatura azzurra di Forza Italia, stamani ha fatto ritorno a Palazzo dei Normanni, dove è stato presidente, per incontrare i deputati regionali del suo gruppo parlamentare e per avviare colloqui con altri esponenti politici, come Nello Musumeci.


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