PALERMO – La campagna elettorale per le prossime elezioni Comunali è ormai entrata nel vivo e potrebbe sortire inaspettati effetti anche su Sala delle Lapidi. Il sindaco Orlando ha già annunciato infatti di volersi ricandidare, sempre che alla Regione non succeda nulla di nuovo, e questo ha messo in moto la macchina: cominciano a circolare i primi nomi degli sfidanti, i partiti discutono e fanno già di conto.
Ma parallelamente si inizia a ragionare anche sulle candidature al consiglio comunale ed inevitabilmente la cosa riguarda in primis gli attuali inquilini di piazza Pretoria. Il Professore è, al momento, uno dei nomi più forti in campo e le chance di una rielezione sembrano parecchie; il Pd di Matteo Renzi, che alle Europee del 2014 sembrava invincibile, oggi sembra avere meno appeal, pur restando la principale forza politica in campo.
Alle urne mancano circa 15 mesi e i consiglieri cominciano a guardarsi intorno. Circola voce che a bussare alla porta del sindaco, sperando nell’accoglienza e nella candidatura, siano stati in parecchi: orlandiani finiti nel Misto, nel centrodestra o nel centrosinistra; ex consiglieri di vecchia data che hanno sostenuto negli anni Novanta il Professore; ma anche, e qui sta la sorpresa, orlandiani nuovi di zecca, di estrazione politica completamente diversa ma adesso attirati dalle sirene del primo cittadino.
Al momento non si è mosso nulla, ma pare che tre o quattro consiglieri (di cui almeno un paio non di sinistra) siano pronti a formare un gruppo autonomo in consiglio che appoggerebbe la giunta dall’esterno. Il Professore avrebbe allargato le braccia verso gli ex fedelissimi finiti al Misto e, secondo indiscrezioni, avrebbe chiuso la porta in faccia a chi invece è andato altrove, sponda centrosinistra. Solo voci, ben inteso, che non trovano conferma ma che nei corridoi di Palazzo delle Aquile circolano con insistenza. Il Mov139 con qualche nuovo acquisto, un gruppo esterno e il dialogo ormai avviato con Sd, tornerebbe così a essere maggioranza e proprio in questo ultimo (e decisivo) anno e mezzo.
L’idea, nel 2017, è quella di una grande lista a sostegno di Orlando, magari con una seconda di appoggio allargata al resto della sinistra (non solo quella radicale); il tema vero sarà il rapporto con il Pd che dovrà trovare una sintesi fra le sue numerose correnti anche in ottica regionale. Non è un mistero che ci siano interi pezzi di partito pronti a dialogare (se mai avessero smesso) con Orlando e fra i democratici c’è una certa diffidenza. Se il sindaco dovesse puntare su un progetto civico potrebbe finire con attirare qualche corrente del Pd, anche se non ufficialmente.
Infine si segnalano movimenti anche in giunta. Il sindaco non gradisce i rimpasti, né vorrebbe aprire a un nuovo valzer di poltrone, ma non è un mistero che almeno un cambio sia imminente.

