PALERMO – “Alla vigilia dell’assemblea retribuita dei lavoratori indetta per domani mattina dalle 11 a fine turno lavorativo, presso il Don Orione in Via Pacinotti, emerge un dato sconvolgente: la convenzione di servizio, ovvero il documento che certifica, identifica e quantifica i servizi che Reset deve svolgere per il comune di Palermo, pare non sia ancora stata firmata dal presidente Perniciaro”. Lo dice in una nota il sindacato Asia, guidato da Salvo Barone. “Nonostante il capitolo di bilancio del comune di Palermo, e quindi anche la convenzione di servizio, preveda un ampliamento da 29 a 31 milioni, come tra l’altro annunciato dallo stesso Comune durante gli ultimi incontri sindacali, l’elemento che non avrebbe ancora convinto il presidente della Società consortile, nata dalle ceneri di Gesip, pare sia la modalità di fatturazione che non tiene conto dei costi indiretti del personale di struttura ovvero degli impiegati di sede – dice Barone – esprimiamo tutto il nostro rammarico preoccupazione nei confronti dei lavoratori che, ancora una volta, esprimono tutta la loro professionalità ai limiti dell’inconcepibile, probabilmente guidati da una classe dirigente improvvisata e inopportuna. Se esistono problematiche di incomprensione tra committente e gestore, tra l’altro nominato proprio dal proprietario, motivo per il quale dal 2016 i lavoratori svolgono il proprio servizio senza convenzione, ci si chiede quali spiragli migliorativi si possano intraprendere di comune accordo a favore dei lavoratori e quale possa essere l’argomento dell’incontro convocato dal Comune per il prossimo venerdì. Per quello che è di nostra conoscenza nulla è stato ancora ufficializzato per implementare le ore dei lavoratori, nessun contratto di affidamento di servizi da parte delle altre partecipate, escluso qualche centinaio di migliaia di euro da parte di Amap e Amat, il servizio dei canali di maltempo praticamente privo di copertura finanziaria, il servizio di Guardie particolari giurate che non può essere espletato dai lavoratori Reset e per la manutenzione qualche spicciolo previsto ma non ancora ufficializzato. Per non parlare del servizio dei marciapiedi e della raccolta differenziata, nonché del rifacimento strade, che Rap avrebbe dovuto cedere a Reset, e che però pare sia stato minimalizzato e ridotto ai minimi termini, rispetto a quanto prospettatoci durante gli incontri sindacali, ma anche questa volta nessuna documentazione ufficiale. Veniamo inoltre informati che rispetto alle necessità di forza lavoro che le altre partecipate avrebbero dovuto indicare al Comune per riassorbire dipendenti della Reset, complessivamente il flusso in uscita dovrebbe essere quantificato intorno alle 40 unità e non è detto che siano tra gli attuali dipendenti della Reset, considerando che dietro l’angolo gli ex dipendenti della Spo, vincitori di ricorsi in tribunale, potrebbero essere tra i destinatari dalla norma tanto voluta dal Consiglio Comunale. La situazione quindi si presenta esattamente all’opposto rispetto a quanto letto sulla stampa e sbandierato dall’Amministrazione in questi giorni, con l’aggravante paradossale che neanche la convenzione è stata ancora firmata. Espliciteremo tutto meglio nell’Assemblea di domani ai lavoratori, ma dal prossimo incontro dobbiamo uscire con delle ore di aumento per i lavoratori, altrimenti attiveremo tutte le procedure dettate dalla legge per far valere i diritti dei lavoratori, nel massimo rispetto della cittadinanza e dei servizi da offrire a quest’ultima”.
Il sindacato: "La convenzione di servizio, ovvero il documento che certifica, identifica e quantifica i servizi che Reset deve svolgere per il comune di Palermo, pare non sia ancora stata firmata dal presidente Perniciaro”.
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