PALERMO – Procedimento archiviato. La Procura di Palermo ha messo la parola fine alle indagini sul parcheggio multipiano sotto il Tribunale, costruito dalla società Gecopre con un progetto di finanza e finito in questi anni al centro di molte polemiche. I consiglieri comunali Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti (il primo di Idv, il secondo transitato nei Comitati Civici) avevano infatti presentato un esposto, ma come scrive il Pubblico ministero Daniele Paci “in considerazione del tempo trascorso dai fatti non è in alcun modo possibile svolgere una proficua attività d’indagine al fine di accertare la sussistenza di eventuali reati che, in ogni caso, risulterebbero prescritti”.
Insomma, è ormai passato troppo tempo e indagare sarebbe inutile visto che poi scatterebbe la ghigliottina della prescrizione. Il magistrato, però, non manca di sottolineare che “effettivamente, anche sulla scorta del parere espresso dall’Unità tecnica finanza di progetto del ministero dell’Economia e delle finanze, la convenzione stipulata il 28 dicembre 2005 tra il comune di Palermo e la Gecopre Spa presenta elementi dai quali desumere un accordo svantaggioso per l’ente pubblico”.
Il progetto di finanza ha consentito la costruzione del parcheggio, l’affidamento per 99 anni e la gestione degli stalli in superficie oggi di competenza dell’Apcoa, mentre il parcheggio è affidato alla Panormus. Fra la società e il Comune è tutt’ora in corso un braccio di ferro sugli extra profitti che Palazzo delle Aquile quantifica in un milione e mezzo e che vorrebbe indietro; tesi rigettata in toto dalla Panormus che invece invita a considerare gli utili effettivi.
“Spiace non essere arrivati nei tempi giusti per potere permettere alla Procura di fare una indagine su possibili reati – dicono Caracausi e Occhipinti – troppo il tempo trascorso e troppe le distrazioni su questa vicenda che doveva essere fermata sin dall’origine. La prescrizione è sempre una beffa per i cittadini che ancora credono nella giustizia, comunque la Procura mette nero su bianco che il Comune è stato svantaggiato. Ci auguriamo che la Corte dei Conti intervenga sulla base del nostro esposto. Rinnoviamo al sindaco l’invito a continuare a chiedere quegli 1,5 milioni di euro che spettano ai palermitani in virtù di questa scellerata convenzione e a rivedere il contratto per il bene della città”.
Ma a stretto giro di posta arriva anche la dichiarazione della Panormus: “Esprimiamo soddisfazione per l’archiviazione dell’inchiesta relativa alla realizzazione del parcheggio di piazza Vittorio Emanuele Orlando a Palermo, un’opera di alto livello in project financing che ha garantito negli anni un ottimo servizio alla città. Abbiamo sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura e abbiamo sempre offerto la massima collaborazione. Spiace solo constatare che questa vicenda sia stata strumentalizzata politicamente, anche perché questo ha comportato oneri e spese di cui i responsabili, che sono ben noti, non risponderanno”, dice la società con un chiaro riferimento a Occhipinti e Caracausi.

