Scontro a fuoco nel Milanese | Ucciso il killer di Berlino

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Anis Amri
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L'uomo durante un controllo ha sparato alla polizia (foto Twitter). Ucciso da un agente del Siracusano. La radicalizzazione di Amri in Sicilia

In fuga dalla Germania
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2 min di lettura

MILANO – Un uomo è  morto, nel Milanese, durante un conflitto a fuoco con la polizia. Secondo quanto ricostruito da ‘Panorama’  si tratta del killer di Berlino, il tunisino Anis Amri. L’uomo, durante un normale controllo stradale in piazza I Maggio a Sesto San Giovanni, intorno alle 3, ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Ad uccidere il terrorista è stato un agente in prova al Commissariato di Sesto San Giovanni: Luca Scatà, 29 anni, di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa.

Secondo quanto riferito dalla polizia, la volante si sarebbe fermata in piazza Primo Maggio, di fronte alla stazione di Sesto San Giovanni, per un normale controllo. Amri, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti avrebbe tirato fuori una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto, colpendolo a una spalla. A quel punto gli agenti avrebbero risposto al fuoco, sparando al tunisino, poi deceduto. L’uomo non aveva con sé i documenti. Il poliziotto colpito alla spalla è stato portato all’ospedale di Monza: le sue condizioni non sarebbero gravi.

Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri, è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno al’una di notte. Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto san Giovanni dove attorno alle 4 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso.

In Italia esiste un “livello elevato di controllo del territorio che consente, nell’imminenza dell’ingresso nel nostro paese di un uomo in fuga perché ricercato, di identificarlo e neutralizzarlo. Questo vuol dire che c’è un sistema di sicurezza che funziona”, ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, incontrando i giornalisti al Viminale.

La radicalizzazione in Sicilia

(Ansa)

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