PALERMO – Banca Intesa e Unicredit: sono queste le due banche che “salveranno” la Gesap. La società per la gestione dell’aeroporto Falcone-Borsellino ha infatti trovato il modo di finanziare i 44 milioni di investimenti chiesti dall’Enac, senza dover ricorrere alla privatizzazione. Somme che erano finite al centro di uno scontro durissimo tra Roma e Palermo: Enac chiedeva immediate certezze, pena la revoca della concessione, e Gesap denunciava possibili turbative di gara ricorrendo al Tar.
Oggi, alle 14, la buona notizia per Gesap: Intesa e Unicredit sono pronte a finanziare la società. Ancora una volta la Gesap ha dimostrato di mantenere gli impegni presi sugli investimenti – dicono Fabio Giambrone e Giuseppe Mistretta, presidente e amministratore delegato della Gesap – confermando quanto avevamo previsto”. La Gesap ha infatti messo sul piatto i suoi numeri: aumento dei ricavi da 60 a 94 milioni per il 2030, 7,3 milioni di utili l’anno, margine operativo lordo da 20 milioni l’anno. E ancora 8 milioni di passeggeri nel 2030, ricavi commerciali da 12 a 21 milioni, nuovi spazi commerciali, riduzione dei costi per efficientamento e gare per Prm, Croce Rossa, pulizia ed energia, una liquidità di 17 milioni nel 2030. Completano il quadro 62 milioni di investimenti entro il 2019 e altri 128 dal 2020 al 2030 con ribassi d’asta ipotizzati del 20%.
“La positiva conclusone della gara indetta dalla Gesap – dice il sindaco Orlando – conferma la credibilità e la sostenibilità finanziaria del piano di sviluppo dell’azienda che adesso, grazie alla consistente provvista finanziaria, potrà portare a compimento il proprio piano di infrastrutturazione per essere sempre più un biglietto da visita ed una porta di accesso per tutta l’area metropolitana. Una ulteriore conferma del fatto che la Gesap è oggi uno dei motori di sviluppo economico del nostro territorio, non soltanto in chiave turistica”.
LE REAZIONI
“Accogliamo con estremo favore la notizia secondo cui le banche hanno finalmente dato l’ok al prestito di 44 milioni di euro necessari per gli investimenti del piano quadriennale di infrastrutture presso lo scalo tributando il giusto plauso al Presidente all’Amministratore Delegato e al cda tutto per il brillante esito di questa difficile vicenda – dice Gianluca Colombino della Cisal – Questa notizia nei fatti conferma quanto la Legea Cisal affermava da tempo, andando persino spesso allo scontro mediatico con le vecchie gestioni della Gesap e cioè che la paventata privatizzazione in questa fase di pieno sviluppo e rilancio dello scalo non è assolutamente necessaria se sostituita da una gestione oculata che tagli le ramificazioni con esternalizzazioni e consulenze milionarie, valorizzando di contro le professionalità interne allo scalo. Nell’ultimo anno il cda tutto si è adoperato secondo queste linee guida, riportando i bilanci in utile e tagliando le spese superflue. Non a caso oggi i dirigenti esterni a contratto sono stati ridotti in organico, con evidenti risparmi di gestione e il management è stato rimpiazzato da professionalità interne senza che l’assetto organizzativo me abbia in alcun modo risentito. La Legea Cisal proseguirà i serrati confronti con i vertici della Gesap, chiedendo ulteriori interventi mirati alla piena salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori ad oggi in forza presso lo scalo anche ricercando al riguardo la condivisione delle altre organizzazioni sindacali”.
“E’ una buona notizia per la città, per il territorio e per i lavoratori, perchè si mette al centro un progetto di sviluppo e di crescita dell’hub palermitano – dichiarano il componente della segreteria Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario della Filt Cgil Gaetano Bonavia e il rappresentante Filt Cgil in aeroporto Giuseppe Panettino – L’aeroporto di Palermo può diventare un esempio positivo di gestione pubblica che funziona, aperta ai finanziamenti dei privati”.
“La credibilità bancaria della Gesap è una notizia ottima ed è la chicca che completa un percorso di risanamento che l’Amministrazione comunale attraverso i suoi rappresentanti, in testa Fabio Giambrone, ha avviato da diversi anni. Nel passato siamo stati critici sulla gestione e abbiamo sempre suggerito, a volte con toni duri, alcune proposte per migliorare questa straordinaria porta di ingresso della Sicilia occidentale. Quando le banche credono nei progetti di investimento, vuol dire che le basi per il futuro sono solide. Ora sarà compito del cda e dei soci pubblici avviare un corretto percorso di privatizzazione, ma attraverso un collocamento in borsa, unica vera strada trasparente, e salvaguardando quell’interesse collettivo che la società ha per l’intero territorio”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.

