Un palermitano nei film tv | su Borsellino e Chinnici

Un palermitano nei film tv | su Borsellino e Chinnici

Giulio Corso interpreterà due ruoli importanti in due storie siciliane in onda sulla Rai

PALERMO – Giulio Corso, palermitano, classe 1990, interpreterà due ruoli importanti in due intense storie tutte siciliane che andranno in onda sulla Rai. Il giovane attore è nel cast del film per la tv che si è appena girato tra Napoli e Palermo sulla storia del magistrato Rocco Chinnici per la regia di Michele Soavi con Sergio Castellitto e Cristiana Dell’Anna, inoltre interpreta l’agente Antonio Vullo, unico sopravvissuto della strage di via D’Amelio, nel docufilm che andrà in onda domani sera su RaiUno sugli ultimi giorni di vita del magistrato Paolo Borsellino. Palermitano di nascita, Corso ha cominciato a frequentare nel 2012 l’Accademia Silvio d’Amico e ha subito capito che il mestiere d’attore “racconta e completa qualcosa di me e non ho più smesso”.

“Nel film su Rocco Chinnici – racconta Giulio Corso – interpreto il primo fidanzato della figlia Caterina. Sono il figlio di un mafioso, proprio per questo Rocco Chinnici farà di tutto per separarci”. Mentre nel docufilm “Adesso tocca a me” sugli ultimi giorni di vita di Borsellino interpretato da Cesare Bocci, l’attore palermitano avrà il delicato ruolo di Vullo, l’unico rimasto in vita dopo l’esplosione di via D’Amelio nel ’92. “E’ stato davvero intenso e difficile interpretare e comprendere a fondo la parte del sopravvissuto – spiega Corso – parlare con Vullo, ascoltare la sua testimonianza è a tratti straziante. Lui si sente abbandonato dallo Stato e subito dopo l’attentato non ha potuto neanche testimoniare o collaborare con le indagini. E la cosa ancora più dolorosa per lui – continua l’attore – è aver vissuto quel periodo di violenza e aver constatato che poco è cambiato in questi anni. Che la mafia, seppur diversa, oggi è ancora forte e viva”.

“Quelle che racconteremo in questi due film – sottolinea Giulio Corso – non sono storie siciliane, devono essere storie italiane, che tutti devono sentire proprie. Chi ha sete di verità e giustizia non può prescindere da questi personaggi. E’ innegabile però – continua l’attore palermitano – che da siciliano sento su di me una piccola responsabilità in più. Non solo perché il sangue di queste persone è stato versato sulla terra in cui sono nato, ma soprattutto perché da attore entri in contatto anche con la natura privata degli eventi e devi averne maggiore cura e rispetto”.

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