Sea Watch, "la pietà è morta"| Ma Salvini non arretra

Sea Watch, “la pietà è morta”| Ma Salvini non arretra

Due deputati non riescono a salire a bordo. Stoccata al ministro da alcuni magistrati.

PALERMO – Non si fermano le polemiche per l’atteggiamento di chiusura di Matteo Salvini allo sbarco dei migranti dalla nave della Ong Sea Watch ferma a largo di Siracusa. “Possono indagarmi e minacciarmi, ma io non cambio idea”, ha detto il ministro dell’Interno, aggiungendo: “Stiamo valutando nelle prossime ore il fatto che si possa salire a bordo per acquisire tutti gli elementi utili per indagare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina le persone che aiutano nei fatti gli scafisti”. 

Due deputati non sono stati fatti salire a bordo della nave Sea Watch. “Dopo ore e ore di attesa, finalmente le autorità si sono pronunciate. Non è possibile salire a bordo della Sea Watch 3. Adducendo motivazioni a mio avviso non pertinenti, dovute probabilmente a precise disposizioni dall’alto, ci hanno concesso soltanto un giro attorno alla nave, senza così potere verificare le condizioni dei migranti e dell’equipaggio. Di cosa hanno paura?”. Così, in una nota, Stefania Prestigiacomo, deputata siracusana di Forza Italia, che da questa mattina è al porto di Siracusa in attesa di potere salire sull’imbarcazione. 

Stessa cosa per Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali: “Da questa mattina sono a Siracusa per seguire la vicenda dei migranti a bordo della SeaWatch3 a cui da oltre sette giorni viene negato un punto sicuro di sbarco in violazione di norme e convenzioni internazionali. Le autorità italiane continuano ad impedire a me e ad altri parlamentari di salire a bordo. Si tratta di una scelta grave e immotivata”. “Chiedo al Presidente Fico di attivarsi per garantire a membri della Camera dei Deputati che presiede – conclude Fratoianni- di esercitare le loro prerogative costituzionali”.

Il tema dei migranti e dei diritti è tornato con insistenza nelle cerimonie svoltesi nelle varie corti d’appello in giro per l’Italia in occasione dell’anno giudiziario: nessun riferimento diretto, ma molti accenti esplicitamente critici sulla linea Salvini, che replica: “E’ un’invasione di campo di qualche giudice di sinistra”.

Duro il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo: il contrasto all’immigrazione clandestina è “sacrosanto”, ma la politica è “al tempo stesso totalmente disinteressata al profilo umanitario: potrei dire che la pietà, declinata nel suo senso laico, è morta”.

“Sceglierà il Senato sull’evidente invasione di campo di qualche giudice di sinistra che vuol fare politica – ribatte Salvini -. Ho il cellulare pieno di messaggi di magistrati, avvocati, giudici e uomini di chiesa liberi. Avanti a testa alta con coraggio ed onestà”. Poi scherza: “Prendete le arance, se mi portano a San Vittore…”. E ora questa contrapposizione potrebbe finire di fronte al Csm con una pratica a tutela delle toghe. 


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