Videoterminalisti, soldi dal Fondo| Il Comune studia il "salva Roma"

Videoterminalisti, soldi dal Fondo| Il Comune studia il “salva Roma”

Orlando lo annuncia in consiglio, esultano i sindacati

PALERMO – Buone notizie per i dipendenti del comune di Palermo e in particolare per i “videoterminalisti”, cioè per tutti quegli impiegati che hanno ricevuto negli anni una indennità che adesso il Ministero dell’Economia e la Corte dei Conti chiedono di restituire. Una vicenda annosa e complicata che ha costretto gli uffici a chiedere ai dipendenti di restituire i soldi subito o a farlo dovrà essere la giunta: alcuni hanno accettato, molti invece hanno fatto ricorso.

Ma ieri il sindaco Leoluca Orlando, parlando in consiglio comunale della vicenda Mef, ha anche annunciato che l’amministrazione sta studiando un sistema per prelevare i soldi dal Fondo servizi, evitando così di chiederli direttamente ai dipendenti. Una soluzione che fa esultare i sindacati. “In Aula il sindaco ha preso atto della nostra proposta – dicono Cgil, Csa e Uil – Si applicherà il cosiddetto ‘Salva Roma’, consentendo la spalmatura dell’eventuale recupero sul Fondo delle risorse decentrate e non direttamente dalle tasche degli incolpevoli dipendenti”. In totale si tratta di circa 1.200 impiegati a cui sono stati chiesti, in media, circa 1.300 euro per un totale di oltre un milione e mezzo.

Ma i sindacati guardano anche alle stabilizzazioni dei quasi 600 precari. “Il sindaco ha confermato la volontà di proseguire nel percorso di stabilizzazione previsto, atteso che il Comune ha operato fino ad oggi nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Orlando ha fatto specifico riferimento al Fes che gli ispettori sostengono essere stato costituito illegittimamente, ribadendo l’impegno assunto con la delibera 14 di rimpinguarlo senza far perdere soldi ai lavoratori. Anche questa soluzione, da noi proposta, consente una discussione alla firma dei contratti e di ripartire con i servizi, garantendo anche il pagamento delle somme non ancora percepite per il 2018”.

“Prendiamo finalmente atto della ferma intenzione del sindaco di contestare ogni punto ed evitare ulteriori danni alle tasche e al futuro di tutti i lavoratori del Comune di Palermo – concludono i sindacati – ma attendiamo che le dichiarazioni diventino fatti: i lavoratori attendono segnali significativi dalla politica cittadina per chiudere l’era del precariato e le vertenze sul personale. Facciamo appello alla politica palermitana perchè si faccia carico del bene della città affinchè la questione Mef venga chiarita a tutti i livelli”.

“La verifica amministrativa contabile sul Comune di Palermo è figlia di un impianto ideologico che tende a svuotare l’autonomia dei Comuni attraverso continui tagli di trasferimenti, vincoli arbitrari imposti dal Patto di stabilità, appesantimenti normativi privi di ratio – dice l capogruppo di Sinistra Comune Giusto Catania – Solo così si spiega la smania degli ispettori di liquidare, con un tratto di penna, lavoratori importanti per la città come quelli del Coime e gli ex Lsu. È necessario investire su nuove assunzioni negli asili nidi e nel sociale e migliorare i servizi a partire dal trasporto e dall’illuminazione pubblica”.

“Il dibattito di ieri in consiglio comunale sulla relazione del Mef ha fatto emergere, con estrema chiarezza, la volontà di tutta l’Aula di mettere in sicurezza i lavoratori del Comune e i servizi alla città. Il Partito Democratico ha ribadito il proprio impegno in tal senso e non possiamo che essere soddisfatti di questa unità d’intenti tra il sindaco Orlando, la maggioranza e l’intero consiglio – dice il capogruppo dem Dario Chinnici – Palermo non può fare a meno dei propri lavoratori, dei precari che vanno stabilizzati grazie alla legge Madia, del Coime ma anche dei nuovi concorsi, proprio perché vanno garantiti i servizi ai palermitani”.

“La tiritera di Orlando di ieri pomeriggio in Consiglio Comunale è stata una vera e propria pagliacciata”. Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc, che prosegue: “Una relazione approssimativa, che ha strumentalmente puntato l’attenzione sui rilievi legati ai dipendenti comunali. Un tema sul quale siamo tutti d’accordo: i lavoratori non si toccano, ma Orlando, che è il padre putativo delle migliaia di precari, avendoli creati decenni fa, adesso si assuma le proprie responsabilità. Offendere gli ispettori ministeriali per aver fatto il proprio lavoro, urlare ad attacchi terroristici, citare l’omerico “Cavallo di Troia”, e addirittura scomodare il diavolo, non risolverà di certo il problema. Mi chiedo perché non abbia parlato, ad esempio, degli incarichi dirigenziali affidati senza alcuna commissione di valutazione, oppure delle procedure per gli avanzamenti di carriera, oppure degli incarichi di consulenza all’Amat, né tantomeno delle anomalie legate a dipendenti comunali che hanno svolto ruoli apicali nelle aziende partecipate. Insomma, forse era più facile usare i tanti precari ancora oggi in attesa di una legittima stabilizzazione invece di affrontare la realtà”.

 

 


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