PALERMO – “Il 30 dicembre scorso il Comune di Palermo ha approvato un accordo con il commissario straordinario per la rigenerazione dei territori più vulnerabili che prevede il trasferimento, l’installazione e la messa in esercizio della struttura sportiva ‘Grand Stand Arena’, già installata al Foro Italico di Roma, con collocazione nel Parco della Favorita, nel capoluogo siciliano. Quindi, il commissario straordinario, incaricato dal decreto Caivano bis di effettuare interventi di riqualificazione urbana nel quartiere Borgo Nuovo di Palermo, in base a un piano straordinario e con risorse a ciò destinate, sta realizzando, invece, un intervento in tutt’altra zona, lontana circa sette chilometri”. Così in una nota i deputati palermitani del M5S Morfino, D’Orso, Aiello, la senatrice Dolores Bevilacqua, i consiglieri comunali Randazzo, Amella e Miceli.
“Ma c’è di più: si tratta – proseguono i rappresentanti del M5S, che hanno depositato un’interrogazione parlamentare – di una struttura concepita come temporanea, proposta di fatto come ‘usato’, con criticità tecniche ancora da chiarire e costi di manutenzione potenzialmente rilevanti. E, soprattutto, il Comune si troverebbe a dover mettere sul tavolo oltre 6,3 milioni per trasferire e rendere permanente una struttura nata per essere temporanea, senza un quadro definitivo su sicurezza, adeguamenti, costi di gestione e fine vita. Si rischia una presa in giro”.
“Vogliamo sapere – concludono – chi decide, con quali atti, con quali valutazioni tecniche indipendenti e con quali garanzie di trasparenza e convenienza economica. E se è ammissibile usare fondi di programmazione urbana e coesione per acquistare e ricollocare un impianto usato, quali controlli siano previsti su rendicontabilità e sostenibilità futura. Riuso sì, ma non così. Non può diventare un’operazione di facciata, né un trasferimento di costi sulle spalle dei cittadini. Se davvero l’obiettivo è combattere vulnerabilità e disagio giovanile, la priorità deve restare nelle aree fragili: Borgo Nuovo, e contesti analoghi. Il resto è solo propaganda pagata dai palermitani”.

