PALERMO – “I centri commerciali sono stati un’importante novità per Palermo, ma non possiamo svendere la città: va trovato il giusto equilibrio con i piccoli negozi. Il centro storico è rinato ma non deve diventare un villaggio gastronomico a cielo aperto, e sono favorevole all’articolo 5: chiedo al consiglio comunale di affrontare al più presto l’argomento”. E’ una poltrona “scomoda” quella su cui si è seduto da qualche settimana Leopoldo Piampiano, chiamato dal sindaco Leoluca Orlando a diventare assessore alle Attività produttive del comune di Palermo. Un nome indicato da Sicilia Futura, partito che sembra ormai in rotta di collisione con il Pd: “Ma a Palermo non cambia nulla – assicura Piampiano – Sosteniamo il progetto del sindaco con coerenza”.
Partiamo dalla politica: sembra che Sicilia Futura abbia preso un’altra strada rispetto al Pd. Cambia qualcosa a Palermo?
“Al comune di Palermo non cambierà nulla rispetto a un percorso che ci ha visto mettere al primo posto l’interesse della città. A livello regionale Sicilia Futura in questi anni ha assunto un atteggiamento costruttivo, pur restando all’opposizione, così come ha sempre fatto, ma di certo si è avvertito il cambio di passo da Renzi a Zingaretti che ha portato a un isolamento del nostro partito che ovviamente non possiamo accettare. A Palermo abbiamo sostenuto un progetto inclusivo, quello del sindaco Orlando, e i risultati elettorali hanno dimostrato che i cittadini apprezzano il nostro lavoro: l’ingresso in giunta è la prova che questo percorso va avanti, senza tentennamenti”.
Passiamo all’economia della città. E’ tramontato il sogno Decathlon?
“La vicenda è ancora in fase di istruttoria, noi non abbiamo formulato alcun diniego ma ci sono criticità tecniche che ne hanno rallentato l’iter: non mi riferisco solo al parcheggio, ma anche alla situazione dell’immobile che va chiarita. Da parte nostra c’è la massima attenzione ma ci sono regole che non possono essere aggirate in nessun caso, indipendentemente dal fatto che si tratti di un piccolo negozio o di un investimento milionario”.
E quello Ikea?
“Da quando mi sono insediato, non abbiamo avuto alcun tipo di sollecitazione”.
In questi mesi si è tornato a parlare di centri commerciali: c’è la proposta per realizzarne uno a Brancaccio, collegato alla riapertura della rotonda Oreto, e un’altra per l’area accanto al Forum, a Roccella…
“Io sono pronto a discutere con tutti, a confrontarmi con chi presenta i progetti e ovviamente con le competenti commissioni consiliari. Non ho avuto interlocuzioni su queste due proposte, ma è chiaro che tutte le valutazioni vanno effettuate con serenità e attenzione: i centri commerciali sono stati un elemento importante per Palermo, ma va salvaguardato l’equilibrio col tessuto cittadino che è fatto di piccoli artigiani e commercianti. Ci vuole prudenza, non vogliamo svendere la città a interessi che non guardino al benessere della collettività”.
La Ztl e le pedonalizzazioni hanno cambiato il volto del centro storico. Cosa ne pensa?
“Da cittadino posso dire di aver riscoperto il centro storico proprio grazie alla Ztl e alle pedonalizzazioni, così com’è adesso mi affascina molto. Da amministratore ho ampliato la mia visione, perché bisogna anche qui trovare il giusto equilibrio: sono nate tante attività che hanno a che fare con il ‘food’, ma non possiamo avere soltanto quelle. Dobbiamo puntare anche sulla cultura e su altri settori economici, non possiamo far diventare il centro storico un villaggio gastronomico a cielo aperto”.
E della modifica dell’articolo 5, che consentirebbe di liberalizzare in centro l’apertura di attività superiori ai 200 metri quadrati?
“Proprio recentemente ho ricevuto un comitato fatto da commercianti e residenti di via Roma e proprio questa commistione tra chi vive e chi lavora nella stessa zona mi colpisce molto, spesso sono due tipologie in antitesi. Fra le loro proposte c’è anche l’articolo 5, su cui mi confronterò con il consiglio comunale: solleciterò l’Aula, mediante il presidente e la conferenza dei capigruppo, a trattare l’argomento su cui comunque sono favorevole”.
Andiamo ai Dehors…
“Superati alcuni problemi di natura tecnica, la delibera arriverà in consiglio comunale nel giro di pochi giorni e mi sembra ci siano le condizioni perché possa essere approvata. I consiglieri si sono posti il problema di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dei commercianti e dei residenti e mi pare che ci siano riusciti: a un certo orario, l’attività dovrà essere svolto all’interno dei locali per non disturbare chi deve dormire”.
Il consiglio comunale ha da poco approvato il nuovo regolamento sui mercati generali, adesso si aspetta il trasferimento di Ittico e Ortofrutticolo a Bonagia…
“Il progetto di Bonagia segue un iter che non è in capo al mio assessorato, ma è chiaro che lo spostamento dei mercati generali è necessario: i siti attuali sono anacronistici, serve una soluzione definitiva e l’amministrazione sta dando alla questione la massima attenzione”.
Palermo è la città dei mercatini rionali “selvaggi”: bloccano le strade, occupano i marciapiedi, ci sono tanti abusivi…
“Convocherò a breve una riunione con tutti gli uffici comunali interessati, la priorità è contrastare l’abusivismo e per farlo serve la collaborazione di tutte le forze dell’ordine. Ci sono mercatini che si stanno espandendo in modo incontrollato e non possiamo permetterlo. Penso però che serva anche un cambio di visione: potremmo pensare di spostare alcuni mercati anche in aree private, togliendoli dalla strada. Vedremo se sarà possibile farlo nel prossimo Piano regolatore”.
I commercianti spesso si lamentano del Suap e della sua lentezza…
“Gli iter burocratici vanno snelliti, questo è certo, ma sarà possibile farlo solo con un potenziamento degli uffici tecnici e il coinvolgimento dei professionisti. A volte le istanze trovano qualche ostacolo perché, quando vengono presentate, mancano degli allegati o degli elaborati tecnici: ecco perché con Sispi stiamo studiando un sistema che impedisca anche la semplice trasmissione della pratica, se incompleta. Incontrerò gli ordini professionali per trovare una linea comune nell’interesse delle aziende”.
Lei ha un punto di osservazione privilegiato sull’economia della città. Che idea se ne è fatto?
“La nostra economia soffre dei problemi di cui soffre tutto il nostro Paese, il problema più urgente rimane l’occupazione giovanile. Detto questo, abbiamo dei segnali positivi in città: in centro hanno aperto nuovi negozi, anche se in via Roma va meno bene. Il ruolo del Comune è di creare le condizioni perché gli imprenditori investano e per questo dobbiamo rendere più efficiente il Suap”.
Chiudiamo col canile: perché ha bloccato i trasferimenti degli animali?
“L’iter seguito dagli uffici è stato corretto e trasparente, questo ci tengo a dirlo, ma visto il malessere manifestato dalle associazioni degli animalisti ho deciso temporaneamente di fermare l’operazione. Ho incontrato più volte le associazioni e spiegato loro che il trasferimento era una soluzione estrema: se ci sono altre strade, saremo ben lieti di seguirle. Per farlo, però, serve la collaborazione delle associazioni, speriamo che il numero di animali diminuisca grazie alle adozioni, ma il nostro obiettivo rimane quello di svuotare l’attuale struttura”.

