CATANIA. Il comunicato stampa degli inquirenti:
“A conclusione degli accertamenti compiuti dalla Squadra di Polizia Amministrativa del Commissariato Librino presso l’esercizio commerciale bar denominato “Capolinea”, sito in via Villaggio S. Agata Zona A, si è proceduto a contestare tre infrazioni amministrative e tre illeciti penali a carico del gestore, atteso che lo stesso svolgeva abusivamente attività d’intermediazione di scommesse on line. Nello specifico, agenti della squadra di Polizia Amministrativa, effettuavano un controllo ad avventori ed amministrativo, verificando che l’esercizio, sebbene convenzionato come punto di raccolta scommesse con la “Domusbet.it”, presentava al proprio interno installati abusivamente una postazione, collegata a portali di scommesse non autorizzati, c.d. “Privilegebet.com”, nonché una stampante termica utilizzata per rilasciare le ricevute delle giocate.
Considerata l’attività abusiva di raccolta di scommesse sportive on line ex art. 4 L. n. 401/89, in ragione della mancata esposizione del tariffario (art. 195 TULPS) e a causa della rilevata mancanza dell’archivio unico informatico antiriciclaggio (art. 1, co. 644 lett. a) L. n. 190/2014) il gestore è stato deferito alla locale Procura della Repubblica. Nel caso di specie, è stata accertata la presenza abusiva del suddetto p.c., oltre al rinvenimento di numerose ricevute di giocate effettuate tramite il predetto portale non autorizzato.
Pertanto, si rilevava l’illecito penale consistente nella raccolta abusiva per via telematica di scommesse sportive, abusiva in quanto priva della prevista autorizzazione di Polizia, oltre all’illecito amministrativo di cui all’art. 7, co. 3 quater, L. n. 189/2012, con sanzioni pari ad euro 6.666,67.
Inoltre, rilevata la mancata comunicazione al Questore dei dati anagrafici del titolare dell’esercizio, si contestava l’ulteriore illecito amministrativo di cui all’art. 1, co. 644 lett. e) L. n. 190/2014 con sanzioni pari ad euro 1.666,67, e la sanzione accessoria della chiusura immediata del punto raccolta, disposta dal Questore.
Infine, l’abuso del titolo autorizzatorio rilasciato dall’AAMS, comportava la contestazione dell’illecito amministrativo di cui all’art. 110, co. 9, lett. f bis) TUPLS, con sanzioni pari ad euro 3.000,00 ad apparecchio, per un ammontare complessivo di Euro 12.000″.

