CATANIA -Contraddizioni, entusiasmi e passioni a bordo mare: di nuovo inondato di gente il Porto Ulisse di Ognina. Anche quest’anno la nuova edizione della “S. Silvestro a mare” ha richiamato centinaia di spettatori e sportivi incuranti delle acque decisamente raffreddate dal clima degli ultimi giorni. Ma non sono soltanto giovani professionisti gli atleti del 31 dicembre: tra essi si distinguono molte persone comuni, semplici appassionati viranti alla mezza età, desiderosi di divertirsi con una piccola “sfida” tra loro stessi e le acque etnee. Tra questi si distingue certamente Angelo Bérengan, 83 anni, che da un quarto di secolo si è cimentato in quasi tutte queste giornate di emozione acquatica. Tra slanci e aneddoti, questo poliziotto in pensione ama raccontarsi; in mano stringe il riconoscimento per l’exploit di oggi. “Non sono veloce ma resistente”, ammette il cav. Bérengan, pronto ad inforcare l’inseparabile bicicletta, ”frequento abitualmente la spiaggia di S.G. Li Cuti, nuoto lì tutto l’anno”. A prestare assistenza ai concorrenti, un gruppo di OPSA della Croce Rossa, dislocati nello specchio acquatico e a riva, insieme ai volontari della Misericordia. Un filo di polemica non ha mancato d’intessere la manifestazione: polemica piuttosto legittima, bisogna riconoscere, riguardante le condizioni del porticciolo di Ognina. Le acque del sito, che tra l’altro non manca di un certo valore storico-archeologico, sono infatti invase di rifiuti, non ancora rimossi (o solo in minima parte) dopo anni di segnalazioni e denunce alle autorità competenti. Il problema tende a manifestarsi seriamente quando vetri, cocci e detriti d’ogni genere ingombrano il basso fondo e la spiaggia-traguardo degli atleti. “E’ lo sconcio di una città metropolitana che non partecipa!”, inveisce Renato Marletta, presidente uscente dell’AIAC Sicilia, il quale ha esortato l’amministrazione comunale a prendersi maggior cura delle acque costiere. Esponenti dell’associazione calcistica, coadiuvati dagli operatori della Croce Rossa, hanno quindi provveduto a bonificare la linea di arrivo. Il paradosso è noto: “Catania è una città sul mare ma, purtroppo, non una città di mare”, ci fa notare l’avvocato Roberto Nanfitò –dall’Autorità Portuale-. “Quanto ai rifiuti in mare, il problema più grave è quello degli scarichi fognari, e perdura da oltre quarant’anni”, ricorda Nanfitò. Più dei dati storico-ambientali, l’evento sportivo appare invece un grande catalizzatore di forze, rafforzato dalla presenza delle autorità cittadine. Durante la premiazione, il sindaco Bianco ha poi ufficialmente intitolato la piscina comunale di Nesima a Lallo Pennisi, l’ormai mitico pallanuotista catanese che ideò la “S. Silvestro” nel 1960. Una piccola coppa-premio è stata dunque consegnata anche al sindaco per la “promessa” mantenuta.

