CATANIA – Personale del Commissariato Borgo Ognina ha deferito in stato di libertà l’incensurato catanese C. G. (classe 1976) per ricettazione, a seguito di indagini scaturite da due denunce di furto di motociclo perpetrati all’interno della “Cittadella universitaria”. Anche in sintonia con gli input forniti dalle due vittime, ripresentatesi negli uffici della polizia, le quali hanno dichiarato di aver riconosciuto molte parti delle moto – corredate da foto – poste in vendita su di un sito di e-commerce. E’ stato quindi possibile acquisire l’utenza telefonica dell’ignoto inserzionista nonché alcune foto relative alle parti dei motocicli asportati ed altri utili elementi.
Così, nella mattinata dello scorso 18 maggio, ritenendo fondato il sospetto che l’inserzionista stesse realmente portando a compimento l’illecita attività di ricettazione, personale del citato Commissariato ha espletato un’abile attività investigativa così da individuare l’autore mentre realizzava l’affare illecito e, così grazie alla preventiva attività investigativa si raggiungeva il punto concordato per la vendita.
In previsione di tale incontro, gli operatori hanno opportunamente predisposto nell’area adiacente un mirato servizio di osservazione. All’arrivo di un giovane, soffermatosi nei pressi con atteggiamento circospetto, gli Agenti di Polizia sono riusciti a convincere il predetto a poter visionare altre parti di moto, oltre a quella portata al seguito. Ciò ha sortito il fine sperato consentendo di individuare, in una via limitrofa un garage/deposito nella disponibilità del giovane.
La consequenziale attività di ricerca ha consentito di rinvenire tutte le parti dei due motoveicoli, totalmente smontati, ad eccezione dei rispettivi organi propulsori, telai e targhe. Personale di Polizia Scientifica ha eseguito rilievi fotografici. La refurtiva, in ordine alla quale il C. G. non è stato in grado di dimostrare il legittimo possesso, è stata posta in sequestro e affidata in giudiziale custodia al soccorso stradale.
Ulteriore attività info-investigativa è tutt’ora in corso al fine di appurare eventuali responsabilità penali nell’intera attività delittuosa in capo ad altri due soggetti, pure identificati. Significativo è stato altresì il rinvenimento di un plico, contenente parte di refurtiva, già pronto per la spedizione. Successiva attività di natura prettamente amministrativa ha consentito di elevare contestazioni connesse all’esercizio abusivo di officina meccanica, con relativo sequestro di attrezzature ai fini della consequenziale confisca, per un valore approssimativo delle sanzioni pari ad euro 5.000, nei confronti di uno degli altri soggetti identificati.

