CATANIA – Trecento carabinieri hanno “invaso” il cuore di San Cristoforo. E’ scattato che era ancora buio il blitz Lava che ha disarticolato un gruppo organizzato di spacciatori. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip è nei confronti di ventidue soggetti, dei quali 19 sottoposti alla detenzione in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed 1 alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Al setaccio il dedalo di stradine che confluisce nel quadrilatero di via Trovatelli e via Alogna: è lì che i carabinieri hanno colpito e che è stato eseguito il maggior numero di provvedimenti. Una zona – come scrivono nel comunicato le forze dell’ordine – “maggiormente degradate dell’area urbana catanese, ritenuta al momento uno dei più floridi mercati all’aperto di droga del quartiere San Cristoforo”.
In questa zona, quasi roccaforte del degrado e della criminalità, I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante sono riusciti a piazzare cimici e telecamere. “Si pensa – ha detto il comandante dell’Arma Casarsa – che vista la conformazione urbana e infrastrutturale sia questa una zona impossibile da monitorare con strumenti tecnici, noi abbiamo dimostrato che invece è possibile”.
L’attenzione è stata focalizzata soprattutto su una piazza di spaccio, ubicata tra il civico 4 di via della lava e il civico 58 di via Trovatelli, una sorta di zona “bunker” ritenuta inaccessibile e quindi morfologicamente perfetta per ospitare il fulcro dell’economia illecita del quartiere. Invece i carabinieri si sono infiltrati e insinuati ed hanno ricostruito nei minimi particolari la piramide dell’organizzazione e i metodi di spaccio.
Secondo gli inquirenti questa sarebbe una delle “più grandi piazze di spaccio di Catania (10 mila euro al giorno il giro d’affari), tanto da meritare la creazione di un sistema di spaccio, in cui ogni affiliato aveva un compito preciso, dei turni, e una gerarchia da rispettare”. Un doppio vertice manageriale, uno che vede con il ruolo di promotori i fratelli Musumeci, bracci operativi e principari referenti dei secondo braccio dirigenziale, la famiglia Scuderi (storicamente vicina ai Santapaola).
Nel corso dell’indagine (dicembre 2012 e marzo 2013) sono stati documentati 18 arresti in flagranza di reato, oltre 130 segnalazioni di soggetti assuntori di sostanza stupefacente, clienti abituali della piazza di viaTrovatelli. Inoltre sono stati sequestrati nel corso delle operazioni sono state sequestrati 2 chili di marijuana,150 grammi di cocaina, oltre alla somma di 5.000 euro.

