RANDAZZO – Un anno è passato da quella sera rimasta nei ricordi amari di Randazzo e dei suoi abitanti, in cui Federico Astone di 19 anni, e Samuele Parasiliti di 15 anni persero la vita alle porte di Randazzo in un terribile incidente stradale. Per ricordarli, e commemorarli è stata organizzata una giornata con diverse iniziative, soprattutto per dare ai giovani un esempio e un insegnamento al rispetto delle regole durante la guida. Prima una marcia dalle porte di Randazzo al luogo in cui sono morti, a cui hanno partecipato le famiglie, le Istituzioni, con in testa il Sindaco, le scuole e tanti amici e compagni, giunti sul posto, prima la benedizione e una preghiera di padre Salvatore Trefiletti, parroco della Chiesa del Sacro Cuore a cui i due ragazzi appartenevano, poi un compagno di Samuele ha voluto leggere una lettera a lui dedicata, mentre Santo Papa ha letto una lettera del fratello di Samuele. Poi la mamma di Federico, Antonella Crò, visibilmente commossa ha detto “Ringrazio Voi tutti per la presenza e per l’affetto dimostrato, e le Istituzioni.
La mia vita si è fermata una anno fà, da allora non passo più da questa strada, a costo di fare un giro largo, perchè ogni volta mi tornano in mente i terribili momenti passati quella sera, mi auguro che Federico e Samuele non siano morti invano”. Poi la deposizione di fiori e corone, e un lancio di palloncini per ricordare i due ragazzi. Dopo questo breve ma intenso momento, la cerimonia è proseguita all’Istituto superiore “Medi” ove nell’aula magna con oltre 500 ragazzi e persone, il Comandante della Stazione Carabinieri di Randazzo, Mar. Roberto Caccamo, e l’Ispettore Santino Mangiò, comandante della Polizia Stradale di Randazzo, hanno voluto spiegare ai giovani le opportune cautele da tenere alla guida di auto e moto, e il rispetto delle regole. Poi un altro commovente intervento di Salvatore Capuano, responsabile provinciale dell’Associazione Familiari e Vittime della strada, che ha chiesto a tutti di rispettare le regole e ai governanti di lavorare per un giusto inasprimento della pena. Il sig. Capuano, ha perso il proprio figlio 3 anni fa, deceduto a Catania dopo 15 giorni di coma, a seguito di una caduta con lo scooter sulla cera di S. Agata.
A Chiudere gli interventi, la Dirigente dell’Istituto Medi, professoressa Francesca Maria Miano, e l’assessore Zingale del Comune di Randazzo. Alla fine il sig. Giovanni Calì, presidente dell’Associazione “Saperexguidare”, ha fatto vedere degli audiovisivi sull’effetto degli alcolici sulla guida. Molte proteste sono accadute dopo l’incidente, e molte inchieste sono ancora in corso per accertare alcune responsabilità, ma a distanza di un anno poco o nulla è cambiato, la sicurezza sulla strada in cui è presente un pericoloso dosso, è sempre precaria, il tanto reclamato potenziamento sanitario a Randazzo, in cui in passato è stato chiuso l’ospedale, e da poco ridimensionato il 118 non è mutato. Tutti hanno ribadito che la situazione non è mutata, e che invece presto cambi qualcosa, per fare in modo che questi due ragazzi, ultimi decessi di una lunga serie, non siamo morti invano.

