PALERMO – La sua rete contro il Genoa, realizzata praticamente allo scadere di una delle gare più emozionanti e rocambolesche viste nell’attuale campionato di serie A, probabilmente ha sorpreso anche lui. Eppure Aleksandar Trajkovski gol dal peso specifico non indifferente ci aveva preso gusto a realizzarli già nella passata stagione. Nel suo primo anno in Italia infatti, prelevato dai belgi dello Zulte Waregem per una cifra vicina al milione e 200mila euro, il macedone aveva stentato parecchio prima d’iniziare a mettere in cascina tre reti (due in campionato e una in Coppa Italia contro l’Alessandria, ndr) che avrebbero convinto la società a puntare su di lui anche nella successiva stagione.
Il caso volle che le prime reti del classe ’92 in Italia fossero realizzare entrambe contro una diretta concorrente alla salvezza, il Frosinone allenato da Roberto Stellone. I ciociari furono impallinati infatti da Trajkovski sia nella gara d’andata (4-1 per i rosanero con il trequartista che realizzò il 3-0 con una perla di destro a giro anche in quella occasione da subentrato) che sopratutto nel ritorno, decisivo per la permanenza in massima serie fra terzultima e penultima, al ‘Matusa’ dove il macedone chiuse i conti in pieno recupero con il gol del 2-0 dopo il vantaggio di Gilardino ad inizio ripresa e la pressione costante dei gialloblu che s’infranse sui guantoni di Sorrentino.
Da quel successo in terra ciociara, con Trajkovski protagonista, il Palermo costruì poi quella famosa mini striscia positiva di quattro risultati utili consecutivi che la portarono fuori dalle sabbie mobili della retrocessione. Davide Ballardini, che nel suo 4-3-3 non fece più a meno della vena ispirata del 24enne fino alla fine del campionato, decise dunque di confermare l’attaccante anche nel successivo ritiro mentre la società nella finestra di mercato estiva gli affiancò il connazionale semisconosciuto Ilija Nestorovski.
In quel che doveva essere però il campionato della completa affermazione per il nazionale macedone in rosanero, che indossò anche in un paio di gare della sua compagine la fascia da capitano, un infortunio nel precampionato spense le sue aspettative. Dopo diciotto minuti giocati contro i francesi dell’Olympique Marsiglia Trajkovski fu costretto ad abbandonare il campo dolorante per quello che poi si rivelò essere un trauma contusivo al malleolo sinistro. Stop di un paio di mesi, allungato poi da ricadute durante i tentativi di riatletizzazione, con il calciatore nato a Skopje che saluta dopo un paio di giornate Ballardini e vede passare nel frattempo tutta la gestione De Zerbi, che non lo avrà mai a disposizione.
Il debutto stagionale domenica con Eugenio Corini che se lo ritrova abile a arruolabile forse nel momento di maggior bisogno per l’ex capitano rosanero che nella gara contro il Genoa si gioca la carta del numero 8 solo quando mancano dieci minuti alla fine del match con la sua squadra protesa in avanti alla ricerca di un insperato successo. Trajkovski prende il posto di Cionek aumentando il peso dell’attacco, già composto da Quaison, Diamanti e Nestorovski e dopo un paio di tocchi poco incoraggianti viene servito nel cuore dell’area proprio dal connazionale. Un paio di controlli, la palla sistemata sapientemente sul destro e diagonale rasoterra che s’infila nell’angolino basso, lì dove Perin non può arrivare. Per Trajkovski può esplodere una gioia, tenuta per tanti mesi nascosta, da condividere adesso con i compagni che possono festeggiare il loro eroe per caso e, da questo momento, contare su un’arma in più per la salvezza.

