A Capaci un parco giochi | adatto ai bambini disabili

A Capaci un parco giochi | adatto ai bambini disabili

A Capaci un parco giochi | adatto ai bambini disabili

Nasce in Sicilia il parco gioco inclusivo, accessibile anche ai diversamente abili. L’area giochi “C’è un parco per me” sorgerà a Capaci in un terreno confiscato alla mafia.

"C'è un parco per me"
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PALERMO – Altalene adatte ad ospitare le sedie a rotelle, percorsi per bambini ipovedenti e rampe di accesso che consentono ai piccoli e a chi li accompagna di giocare insieme. Nasce in Sicilia (il primo nel sud Italia) il parco gioco inclusivo, accessibile anche ai diversamente abili. L’area giochi “C’è un parco per me” sorgerà a Capaci in un terreno confiscato alla mafia. Il progetto sarà illustrato dalla Cooperativa “Libera…mente” ai cittadini, familiari e bambini normodotati e non, sabato 3 maggio, alle 16.30 all’Università dei Piccoli, in viale delle Scienze (vicino il dipartimento di Psicologia, edificio 15).

Ogni pomeriggio i parchi gioco delle città si riempiono di bambini. Saltano, corrono, vanno in altalena e scivolano felici ma avete mai pensato che ci sono barriere architettoniche per i piccoli diversamente abili? I giochi presenti non sono adatti ad accogliere i portatori di handicap e le loro famiglie. Ma a Capaci si fa strada una nuova iniziativa: il primo parco gioco in Sicilia (e nel sud Italia) accessibile anche ai diversamente abili: giochi adatti a tutti i bambini senza distinzione che siano essi normodotati e non. Perché tutti hanno il diritto di usufruire di un parco pubblico.

I parchi gioco inclusivi in Italia, per il momento, sono pochi e si trovano solo al nord: Milano, Jesolo, Parma, Candelo, Genova e Vercelli. Ora anche in Sicilia grazie alla cooperativa “Libera…mente” che ha preso in gestione l’area di Capaci, nel verde a pochi passi dal mare. Il progetto prevede di “arredare” l’area con pavimento in gomma antitrauma “shock absorbing”, altalene con sistemi di sicurezza e controllo della postura, rampe di accesso per sedie a rotelle, giochi a molla anti-caduta, pannelli sensoriali e animati per stimolare la capacità del “saper fare”. Attrezzature che favoriranno, attraverso il gioco, l’integrazione di tutti i bambini, anche quelli affetti da disabilità gravi.

Il parco giochi di Capaci risponde a due necessità: abbattere le barriere psicologiche sulla diversità e fornire a tutti i genitori di bimbi con disabilità “un luogo sicuro in cui i figli possano giocare con altri bambini”. Versione rivista anche per il più classico dei giochi nei parchi per bambini: l’altalena. I sedili “a orsetto” con bretelle sono stati pensati per sostenere le piccole schiene con problemi e per garantire la sicurezza durante l’utilizzo. Massima sicurezza anche per i giochi a molla: sono stati scelti quelli con alto livello di contenimento, ossia con schienale, protezioni laterali, sostegno frontale e comodi appigli, così da impedire cadute accidentali durante le oscillazioni, più probabili in bambini che non hanno un perfetto controllo della postura seduta. La dotazione dell’area giochi di Capaci si completa con la serie di pannelli animati che, stimolando in vario modo capacità e sensi di ciascuno, risultano adatti a tutti i bambini.

Insomma un’area accessibile a tutti, dotata di rampe per agevolare chi (piccoli o genitori) si muova su carrozzina, ma anche percorsi sensoriali per i piccoli non vedenti, altalene e giostrine con sedute speciali e scivoli doppi che possono essere usati in sicurezza, tenendo per mano i fratellini maggiori. Il tutto nella più totale sicurezza, dato che l’area è pavimentata con materiale anticaduta e caratterizzata da percorsi tattili di colore giallo che conducono ai giochi. Esempi di parco giochi inclusivi sono in USA, Australia, Svezia, Spagna, Francia e Norvegia.

Nel corso del pomeriggio, alla presenza del sindaco di Torretta Salvatore Gambino e dell’onorevole Edi Tamajo saranno presentati anche i progetti di due centri diurni “Oltre l’arcobaleno” destinate a bambini e ragazzi affetti da autismo. Uno si trova a Torretta su un bene confiscato alla mafia e l’altro a Palermo in via Trasselli. I due centri desiderano proporsi al territorio come uno spazio polivalente e polifunzionale in cui bambini, adolescenti, giovani e famiglie, in situazione di disabilità, di disagio o normodotate, trovano un punto di riferimento diurno attraverso la proposta di attività mirate all’integrazione, alla socializzazione e allo sviluppo di abilità e competenze a più livelli. Con specifico riferimento alla disabilità e soprattutto alla sindrome di autismo il servizio è formato da nuclei operativi creati per offrire alle persone risposte diurne diversificate, organiche e sistematiche sempre più aderenti ai loro bisogni. Il Centro si adopererà per coinvolgere le famiglie quali parti attive per la piena riuscita degli interventi stessi e potrà prendere in carico utenti dalla fascia d’età infantile fino all’età adulta affetti da disabilità lievi, medie e medio gravi, con situazioni di disagio sociale, ma anche persone normodotate.

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