CATANIA – Alla fine ha ceduto e ha ammesso di aver colpito con un fendente Giuseppe Marino, ieri nel primo pomeriggio al viale Librino. Enrico Gagliano, 53 anni, è stato arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di tentato omicidio. Sono bastate poche ore agli uomini di Antonio Salvago per risalire al nome e cognome dell’aggressore del 24enne ricoverato (in prognosi riservata) da ieri pomeriggio al Vittorio Emanuele di Catania. Gli investigatori della Squadra Mobile – coordinati dalla Procura che ha immediatamente aperto un fascicolo – hanno avviato gli accertamenti non appena è arrivata la chiamata dal Pronto Soccorso che segnalava il ferimento di una persona arrivata in ospedale. Il giovane infatti ha deciso di non chiamare l’ambulanza ma di farsi accompagnare direttamente al nosocomio di via Plebiscito.
Un movente per futili motivi. Dietro al ferimento ci sarebbero infatti screzi personali tra Gagliano e Marino. Il figlio del noto pregiudicato Raffaele (indagato per mafia, omicidio e estorsione) avrebbe insultato e offeso diverse volte l’aggressore. L’indagato ieri pomeriggio avrebbe perso la pazienza e avrebbe colpito al torace il 24enne mentre si trovava al viale Librino. Agli investigatori la vittima ha raccontato che si trovava vicino alla fermata dell’autobus. In realtà la versione che aveva rilasciato ai sanitari non ha mai convinto gli inquirenti che hanno, infatti, svolto le indagini seguendo un pista ben precisa sin dall’inizio. In poco tempo i sospetti si sono concentrati su Gagliano che ieri sera è stato accompagnato negli uffici della Squadra Mobile per essere interrogato e alla fine, alla presenza del suo legale, ha ammesso le proprie responsabilità. Il 24enne, che ieri pomeriggio è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la lesione al torace, non è in pericolo di vita.
A dare una svolta alle indagini sono stare le immagini di video sorveglianza nella zona di viale Librino. Gli investigatori hanno notato un uomo con un coltello che è stato subito.identificato per Gagliano. Insieme agli uomini della Scientifica gli agenti hanno trovato in un cassonetto un coltello a serramanico che presentava delle tracce ematiche. Gagliano infatti in fase di interrogatorio ha raccontato che dopo aver colpito Marino si è disfatto dell’arma.

