PALERMO – I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello, presieduta da Fernando Sestito, hanno assolto perché il fatto non sussiste Emilia Filippello, ostetrica accusata di lesioni personali colpose aggravate durante un parto.
La vicenda è iniziata nel 2015 durante un parto alla clinica Triolo Zancla a Palermo. Secondo l’accusa la dottoressa in servizio avrebbe messo in pericolo la vita di un nascituro procurandogli danni da asfissia non procedendo a un tempestivo parto cesareo e proseguendo il travaglio con parto naturale.
In primo grado l’ostetrica era stata condannata a nove mesi di reclusione mentre la ginecologa Margherita Giunta, assistita dall’avvocato Giuseppe Inzerillo, era stata assolta. Contestando la sentenza di primo grado, in appello il difensore dell’ostetrica, l’avvocato Salvatore Sansone, ha depositato una consulenza tecnica firmata da Antonio Luciano, medico specialista in ginecologia, e Pierangela Fleres, specialista in medicina legale.
Anche i giudici dio secondo grado hanno disposto una nuova perizia affidata a Michele Gulizzi, specialista in ginecologia, e Giacomo Badalamenti medico legale. È emersa “l’imprevedibilità ” degli eventi. Le condotte sono state in linea con i protocolli di diligenza, prudenza e competenza. I periti nominati dalla Corte hanno escluso ogni responsabilità a carico delle imputate.
La dottoressa Margherita Giunta ha correttamente scelto un parto naturale, considerato anche che l’intervento chirurgico l’avrebbe esposta a importanti rischi per obesità e pregressa ipertensione arteriosa. L’ostetrica Filippello ha diligentemente assistito le fasi preparatorie nonché di esecuzione del parto.
Gli esperti hanno escluso quindi ogni profilo di colpa professionale.

